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venerdì 20 aprile 2018

Natale di Roma

Buongiorno Roma nel tuo bel compleanno acceso di sole e d’azzurro! Buongiorno Roma in ginocchio tra voragini e spazzatura, per l’incuria e l’incapacità di chi la governa e che vorrebbe, con burbanza teneramente infantile, governare l’Italia. Buongiorno Roma nel giorno che sorge sul passato glorioso che è stato di imperatori e di Papi e che ora si deve accontentare dell’angolino sporco in cui giace.
Altre parole, se non questo semplice buongiorno, non le trovo per il mio Natale” di Roma, quando, quasi tremila anni fa, sul cucuzzolo del Palatino, un re pastore, Romolo, tra quei sette colli come dolci mammelle femminili, decise di fondare un villaggetto di fango e paglia, fecondato dal biondo fiume Tevere; un Riobò che doveva trasformarsi molti anni più tardi, tra guerre e tempeste, con Augusto, in una città di marmo, statue e colori e poi, nel tempo che tutto muta, in un grande, sacro giardino disseminato di cattedrali e basiliche e  palazzi aviti. La Roma di Sisto V mi sorride mentre penso a questa povera Roma moderna, dove si può morire bruciati in un parco dedicato alle tre Fontane sgorgate dal suolo nel rotolare della testa mozzata di San Paolo…
Io, di quell’antica grandezza, che passò dai Giulio-Claudii ai Pontefici sono testimone. La vedo, la sento, come antica sorella. E il cuore mio si scioglie in lei che mi ama, mentre, senza armi, cammino tra le spoglie sue derelitte. Buongiorno Roma. In attesa del risveglio...

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