Davanti alla bella chiesa paleocristiana di San Saba, che riposa silente nel suo cotto rosato, ai piedi del colle Aventino, da dove Remo avvistò gli uccelli (aves) che predicevano il futuro radioso di Roma, c’è una piccola panetteria dove io vado, appena posso, perché la pizza è croccante, il pane buono e ottimi sono i biscottini di pasta frolla in forma di cuore e di fiore. Qualche giorno fa, nella mia mini-Cinquecento, che ora splende nel suo nuovo carburante verde, me ne andavo, per motivi miei, proprio tra le Mura Aureliane e Viale Giotto e nel calcare le strde romane, è stato davvero una Parigi-Dakkar. Buche, no, che cosa dico, voragini si aprivano improvvise, come nutrite – non so – dalla neve ed emergevano improvvise come per ingoiar le ruote mie che, in sterzata, difendevo per poi riprecipitare in quella successiva che, di sghembo arrivava a sorpresa. E via così, dai Monti all’Aventino in un dribblar continuo per non rimanere con le gomme a terra. Ah, dicevo tra me, quasi in preghiera, Virginia mia (cioè Raggi), ma tu che cosa stai facendo per questo nostra dolente Roma, in salsa grillina? La risposta l’ho avuta poco dopo, proprio nella panetteria di San Saba, di cui ho parlato prima. Entro e dietro di me entra un signore, sulla sessantina che, indirizandosi alla cassiera, una raazza giovane e carina, fa: “Hai vito, è tornata Virginia dal Messico, tutta entusiasta!”. “Sì!”, twitta la signorina. E lui: “Ha detto che, dal 2024 a Roma sarà vietato usare i motori diesel”. “Nel 2024 non ci sarà neppure lei…”, sospira l’altra. E solo allora capisco che non di una Virginia amica loro parlano, ma del nostro sindaco. E in quel frivolo e vacuo loro parlare, mi sono risposta su che cosa fa la Virginia per Roma e, chino il capo, accetto le buche come inevitabili e, per consolarmi, mi compero un bell’etto di pizza rossa con la mozzarella e con in naso aspiro l’armonia croccante del profumo di pane fresco. E via, di nuovo alla guida nella mia personale Parigi-Dakkar romana…
|
|
| Questa è la hit delle bennibags! Ne ho vendute tante, ma tante che non ho più velluto... |

Nessun commento:
Posta un commento