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sabato 10 marzo 2018

A Napoli, con Maria


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Bambina, Maria, abitava – non è uno scherzo - a Castel dell’Ovo, a Napoli. Sì, sì, proprio nel gran castello che sciacqua i suoi piedi nel mare blu del golfo, ed è  simbolo in poesia regale, insieme con il nero Vesuvio laggiù, della bella città borbonica,  signora del Mezzogiorno d’Italia, tutta cuore e anima, che ora affoga e singhiozza negli amari tempi moderni (che non capisce).
Al mattino, d’estate – quando il sole colorava d’oro il mare e le onde – Maria scendeva nella piccola spiaggia privata che era proprietà del castello e quindi anche sua. Suo, e di suo fratello birbone, il paradiso del silenzio rotto solo dallo sciabordio della risacca. Il respiro suo si fondeva a quello del mare e, in estasi infantile, beveva l’incanto, mentre il fratello, dispettoso, cercava di spingerla in acqua. Ma Maria, che era la più grande di tanti fratelli, sapeva farsi rispettare. Piccola com’era e tutta volontà, colorata di cuore d’oro, teneva i piccoli a distanza e casomai li proteggeva. Come doveva fare, più avanti, con la sua numerosa famiglia. Nel suo piccolo cuore di bimba c’era e c’è ancora adesso che gli anni sono tanti e i capelli d’argento,  Castel dell’Ovo, dove al padre Generale avevano dato casa, e c’era e c'è ancora Torre Annunziata dove nonna Pasqualina gestiva, con pugno morbido e di ferro insieme, un pastificio. Le anime dei lavoratori bianche di farina popolavano i pomeriggi di Maria che, con la nonna, trascorreva le ore, imparando, pur senza, saperlo a comandare. Vedeva, alla marina, le navi in arrivo e quelle in partenza e, nel viavai della fabbrica di nonna Pasqualina, i lunghi fili degli spaghetti che, penzolanti a cavallo di un bastone, due uomini in fila indiana – il bastone in spalla – portavano a seccare nel bianco caseggiato che conteneva il frutto del fior di farina. E nel pastificio di nonna Pasqualina imparava il mestiere che sarebbe stato poi il suo, di una vita. E io, che l’ascolto, la vedo, negli occhi celesti, tornar piccina, nell’abbraccio della sua Napoli eterna, dove per prima toccò terra la bella sirena Partenope, proprio sull’isolotto di Megaride, dove, tu guarda, siede a far da sentinella alla bellezza il Castel dell’Ovo di Maria…

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