| Ho fatto questa foto alla mia bennibag del cuore (bennibag rosa del deserto, con la mia cagnolina di pezza Piccola... |
C’è una chiesa bella,
solenne, alta sul largo di Magnanapoli che pare guardare dall’alto in basso
tutta Roma, torreggiante nella maestosità sua di marmo che la cinge e che la
adorna. E’ la chiesa dei Santi Domenico e Sisto, dove una mattina di qualche tempo fa mi sono trovata quasi per
caso oppure non proprio perché ero lì all’Angelicum (l’università intitolata a
San Tommaso che, per le sue doti di santo, viene chiamato il dottore angelico…)
che è tutt’uno con la Chiesa, essendo tutto quanto lì dei domenicani, un’ordine
che amo molto e per motivi miei che non voglio rivelare.
In orazione davanti
alla Maddalena del noli me tangere, resto muta al pensiero del passato mio
oramai trascorso, poi scendo i tanti gradini, dal cielo a terra, e tutta in
quella vita che io chiamo vera e che, come silente fiume, ci trascorre
invisibile, segreta, potente.
Faccio quattro passi verso il gran cancello
dell’uscita e lì, sempre, seduta a mo’ di sentinella siede una signora nomade,
con il gran gonnellone e il foulard e tutto come si deve. Chiede a me delle
monetine e poi ecco giungere una pietosa dama, sulla sessantina, e reca in mano
una busta che pare anche pesante, o almeno così mi pare. Io scendo, lei sale.
La vedo che confabula con la guardiana del cancello e che, generosa, le offre
la busta ed il suo contenuto. Detto fatto, eccola scender di corsa la salitella
che conduce alla sua autovettura in terza fila. Entra e vrum, vrum e ciao ciao.
Io giro sulla salita ampia della Via Panisperna, faccio due passi verso i gran
secchioni della spazzatura che ornano – si fa per dire – quella strada bella e,
d’un tratto, punfete, tutto un rotolar di scarpe. Alzo gli occhi, è la
guardiana che sta rovesciando, in pioggia, il contenuto della donazione. Apro l’ombrello:
piovono scarpe…
Nessun commento:
Posta un commento