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giovedì 8 marzo 2018

Piovono scarpe

Ho fatto questa foto alla mia bennibag del cuore (bennibag rosa del deserto,  con la mia cagnolina di pezza Piccola...

C’è una chiesa bella, solenne, alta sul largo di Magnanapoli che pare guardare dall’alto in basso tutta Roma, torreggiante nella maestosità sua di marmo che la cinge e che la adorna. E’ la chiesa dei Santi Domenico e Sisto, dove una mattina  di qualche tempo fa mi sono trovata quasi per caso oppure non proprio perché ero lì all’Angelicum (l’università intitolata a San Tommaso che, per le sue doti di santo, viene chiamato il dottore angelico…) che è tutt’uno con la Chiesa, essendo tutto quanto lì dei domenicani, un’ordine che amo molto e per motivi miei che non voglio rivelare.
In orazione davanti alla Maddalena del noli me tangere, resto muta al pensiero del passato mio oramai trascorso, poi scendo i tanti gradini, dal cielo a terra, e tutta in quella vita che io chiamo vera e che, come silente fiume, ci trascorre invisibile, segreta, potente.
 Faccio quattro passi verso il gran cancello dell’uscita e lì, sempre, seduta a mo’ di sentinella siede una signora nomade, con il gran gonnellone e il foulard e tutto come si deve. Chiede a me delle monetine e poi ecco giungere una pietosa dama, sulla sessantina, e reca in mano una busta che pare anche pesante, o almeno così mi pare. Io scendo, lei sale. La vedo che confabula con la guardiana del cancello e che, generosa, le offre la busta ed il suo contenuto. Detto fatto, eccola scender di corsa la salitella che conduce alla sua autovettura in terza fila. Entra e vrum, vrum e ciao ciao. Io giro sulla salita ampia della Via Panisperna, faccio due passi verso i gran secchioni della spazzatura che ornano – si fa per dire – quella strada bella e, d’un tratto, punfete, tutto un rotolar di scarpe. Alzo gli occhi, è la guardiana che sta rovesciando, in pioggia, il contenuto della donazione. Apro l’ombrello: piovono scarpe…

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