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martedì 12 dicembre 2017

Un piccolo, puro nodo di capelli

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Al venerdì dell’Immacolata ero, alle 9 del mattino, nella bella chiesa (che è parrocchia ai Monti) dedicata alla Vergine e che è tutta scura e ombra  come il grembo di lei e della terra nel quale il seme, che è la nostra anima, si addormenta per farsi pura. Lì, abbracciata alla Mamma, essa, piccola com’è, e tutta fuoco per il suo vero amore, nella gioia viva, matura e cresce. In profonda quiete, poi, nel silenzio d’attorno, e sollevata dalla grazia divina e rotonda fatta Santo Spirito, si trova, in solida umiltà, a respirare nella vita vera. Ero, dunque, lì, con le solite poche presenze amiche (Adriana, la mia dolce Adriana soprattutto!) alla messa festiva in dedica a Maria.

Poche presenze, scrivo, qui e in tutte le messe dove vado (spesso e appena me lo si consente) perché la dittatura della modernità ha reso quel tempo prezioso, anzi d’oro, incenso e mirra, come una sospensione inutile del vivere che si deve ritagliare nella fretta del fare, nella brama di avere, di possedere soldi e di invidiare gli altri. Poche, dicevo, perché poche sanno quale inesprimibile gioia, che dolcezza senza fine si prova nella contemplazione che vuol dire soltanto, semplicemente, stare alla Sua presenza, con lui, un Padre buono, in dolce tenera amicizia. Ebbene io ero lì e d’un tratto, alzando gli occhi, alla cupola vedo, in un affresco che ritrae la presentazione al tempio di Maria bambina, che la vergine Santa porta, in semplicità, lo stesso nodo di capelli a pomo d’arancia che ho io e che il colore è tale e quale, sul miele e sul biondo. Ma silenzio, arriva Don Ermanno…

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