| Angioletto natalizio che annuncia l'arrivo del Divino Bambino |
Al ginnasio avevo un
libro di grammatica latina dal bel titolo di “Ad altiora”. Verso le altezze,
più in alto, diceva quella pagina bianca, con su scritti tanti nomi e cognomi
di professori, che parevano, nel loro piccolo nero, tante formichine a far la
fila sul bianco; e io, sulle sue pagine, imparavo la perifrastica attiva e
passiva e tutti i verbi, anche loro attivi e passivi, che ancora ricordo e
insegno a quanti me lo chiedono. Ad altiora, dico anche adesso che tenendosi
per mano, uno in fila all’altro, scorrono i giorni che ci separano dal Santo
Natale.
Ad altiora! E vi auguro dunque non tanto un Natale di stelle filanti,
in tripudio di panettoni e torrone, pranzi e cene con i parenti buoni o cattivi,
che pure sono cose gradite, ma, io vi auguro di avere, nella notte Santa, un
quadratino di cielo dove specchiare la vostra anima, un angolo di firmamento
tutto per voi, dove ritrovare la gioia di essere tralci verdi, nella bellezza
della vite (che è vita) potente. Vi auguro uno spicchio di gioia lucente,
amorevole, fatto di acqua pura e di vita vera, un abbraccio divino che da lassù
vi faccia sentire caldi dentro e sereni. Ad altiora. Per aspera ad astra…
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