Fiuto, da lontano, i
libri croccanti di “Più libri più liberi” mentre me ne sto, fresca nell’umidore
mattutino e perduta nel serpentone in attesa del suo turno di entrata nel gran
palazzo di vetro che contiene oltre agli infiniti stand di carta e carte la
famosa nuvola di Fuksas. Nei libri degli altri, ieri, come oggi, le avventure
mie che si intrecciavano e si intrecciano alla mia esistenza, pur restando
chiusa tutta quanta, io, nel mio gheriglio di noce. Nelle vite degli altri, la
mia strada. Ragazza, era il “Salone del libro” di Torino (che amavo); oggi, c’è
questa bella fiera che raccoglie in abbraccio i tanti piccoli e medi editori
che si cimentano in un mestiere che più che un mestiere è una lunga (o breve) storia d’amore.
Allo stand E22, dei cari
amici, una bella coppia, che sedici anni orsono ha fondato una casa editrice “Nutrimenti”
e che ancora adesso - “in pari da due anni”, come esulta la bella ed elegante
Ada Carpi di Resmini, respira, vive, vince. Oggi con un bel romanzo di Don
Robertson “L’ultima stagione”. La scrittura è di rango, lo scrittore, con una
faccia che pare Orson Wells, era amatissimo da Stephen King e il suo destino
legato al 21 di marzo, quando nacque (nel 1929) e quando morì (nel 1999). Come
in un racconto di King. Corro allo stand F67 a trovare un caro amico e a
snasare tra i libri della casa editrice Oltre, che guarda appunto oltre, fuori dai
confini italiani e comunque oltre. Ma non solamente. Diego non c’è, così, piroettando tra libri
e libri, mi ritrovo in uno stand dell’editore Croce, che ha fatto della
letteratura femminile tra Otto e Novecento, la sua piscina. C’è Elisabeth
Gaskell e c’è Maria Messina. Bello, per me, tanto. E scopro poi che lui, l’editore,
è figlio di Remo Croce che conoscevo, ragazza, e che aveva una libreria, anzi “la
libreria Croce” su Corso Vittorio Emanuele. Ah, il tempo. Già, è ora, per me,
di tornare a casa e, dopo un’occhiata alla nuvola dentro, affronto le nuvole
nere fuori…
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