Fa un gran freddo in questo scorcio di gennaio che pattina
- o almeno così lo vedo io con gli occhi dell’anima - in berretto e muffole, la
sciarpa rossa al vento, sul lago ghiacciato di Dobbiaco che mi fu caro per un’antica
passeggiata tra i cavalli selvaggi, nel gelo bianco dell’inverno profondo, con
Mahler nel cuore, fianco a fianco dell’uomo che ho scelto per compagno di vita
e che ancora, e quanto ringrazio, mi è vicino e caro. Erano tempi, quelli,
ancora italiani e si pagavano gli sci a nolo con le lire agli altoatesini che l’italiano
lo parlavano sì e no, ma tanto fa, i canederli sono buoni e anche gli
gnocchetti di spinaci conditi con lo speck…
Fa un gran freddo, in quest’Italia che sembra
dibattersi in una strana crisi che pare non finire mai, mentre la colombella
bianca del Papa finisce tra le grinfie di un corvo nero e poi, pluffete, in
pancia a un gabbiano, l’Italicum potrebbe pure fare la fine dell’Italicus e
persino Massimo Ranieri, e lo dico con il cuore in terra, delude (almeno la
sottoscritta) duettando con chi non lo meriterebbe. E nomi, badate bene, non ne
faccio ché seguo il detto latino del dicere peccatum non peccatores. Insomma
sono qui e non so che cosa fare; se uscire nell’ovatta fredda a comperar panis
e perna oppure se restarmene in casa a cucire una bennibag e mentre penso e
ripenso e srotolo il pensiero facendone altri quattro, dico garrula, in passo di danza, e anche un poco professorina, a mio
marito: “Lo sai, questi sono i giorni più freddi dell’anno e sono i giorni
della Merla…”. E lui, che è già immerso nel lavoro, in un grugnito: “Meglio i giorni della merla che i soliti giorni di mer…”
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| Nel mio cuore sabino... |

.......con questo freddo...una bella doccia fredda era proprio quel che ci voleva :) :) :) così, giusto per decidere al volo se cucire la bennibag o uscire per il pane....
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