Tetti di MSM
Riassettata la cucina, ero seduta davanti al televisore per le notizie (si fa per dire) della sera quando, tutt'un tratto, appaiono le immagini del cosiddetto assalto a Capitol Hill. Chiamo mio figlio e restiamo lì a guardarci un poco noi due e poi il video, e un poco ridiamo e un poco ci par di guardare un film di cassetta. Mi sembra di vedere dei turisti che, in una coda ordinata, entrano a visitare le stanze del potere. E si fermano a fare i selfie, sorridenti, tra busti di marmo e bandiere. "Sono turisti, o cosa?" esplodo e rido perché la voce del giornalista fuori campo è concitata e sembra che racconti un'altra scena, forse la sua personale versione della presa della Bastiglia, mentre appare un toro seduto dall'aria buffa e ci sono ragazzi di colore e signore grassottelle. Il tono s'accende di viva preoccupazione, e la voce fa a pugni con quel che vedo io. Ma forse sono io, non so...
Pazienza e avanti. Arriva, come il giorno segue la sera, la solita levata di scudi, indignazione e riprovazione, mentre ci sono scappati anche i morti. Non so a che cosa è servito lo show serale, io non mi sono divertita. E mentre la folla sciamava dentro al Senato americano, io ero già sotto le coperte e chiudevo gli occhi al buio, salutando col cuore passeri e merli che insieme a me si coricavano.
E' un altro giorno e sono ancora qui, tra le mie belle colline sabine, in una gita fuori porta col marito a comperare carne sabina, pane sabino, e olio extravergine di oliva al frantoio B. che ha anche una boutique per gourmet. Una piccola fuga d'amore, nei 25 anni insieme nostri, nello slalom dei divieti, tra il rosso e l'arancione di questo periodo (e speriamo che sia solo un periodo) matto...
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