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mercoledì 13 maggio 2020

La signora Malva

I
n un parco scapigliato, che fa da tetto verde a Via Nazionale, e dove erbe e fiori, nati nell'abbandono, ruscellano in disordinato, caotico rigoglio, ci sono anche io, rapita, in solitudine beandomi della natura ritrovata, fatta lucertola elegante al  sole. Ieri, nel cercar torno torno un posticino libero, mi sono seduta su una panchina e mentre me ne stavo lì a farmi i casi miei, ho sentito come un richiamo, una vocina, e solo allora mi sono accorta che, alla mia destra, in giusta distanza sociale ma senza mascherina sedeva o meglio se ne stava ritta una graziosa signora dai capelli violacei e sul rosa. Così, girati occhi e pensieri a lei, ho ascoltato ciò che aveva da dirmi. Ed erano tutte ione e figliole della umiltà silente e della bellezza nuda. Insieme, poi, zitte zitte, abbiamo ascoltato la voce del vento e quel cheavea da dire sullo sciocchezza del mondo a zampe i su. Poi me ne sono andata via per trovare, in giro per Roma, le segrete stanze di Anna Maria. Nella foto, la dolce signora Malva... 

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