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venerdì 15 maggio 2020

Antonio Salieri ritrovato

I
Ieri, mentre, in cucina, facevo saltellare in padella delle carote sminuzzate con burro, latte e olio Cuore, ho sentito, su Rai5, una voce di soprano che gorgheggiava in maniera tanto luminosa, allegra, solenne e meravigliosa insieme, che mi pareva, anche dall'altra stanza, di sentir germogliare il cuore, come un fiore. Come falena attratta dalla luce,  spento il gas, eccomi seduta sul divano, rapita. Il cuore innaffiato da acqua fresca, i cieli aperti, l'anima in gioia. Eccomi e non riesco più a tornare in cucina, anche se so che le carote non sono ancora rosolate a puntino, per quanto bella è questa opera misteriosa che non ho mai visto e che è diretta da un Riccardo Muti giovane giovane, pieno di poesia, di convinzione e si potenza. Bella, bellissima. Aspetto la fine e il sipario. L'ovazione del teatro è talmente caloroso, festante e entusiasta che mi par di essere anche io seduta su una poltrona amaranto della Scala e perciò batto festosa le mani e urlo anche bravi. Escono tutti, persino le segretarie di edizione e l'abbraccio del pubblico pare quello che accoglieva i fedeli quando arrivavano dalla spina di Borgo a San Pietro. Tanti anni orsono. Corro, poi, a guardare di che cosa si trattava. Oddio, non posso crederci, mi dico, nello scoprire che l'opera, davvero sublime, "Europa ricoosciuta" è di Antonio Salieri. Sì, sì quel Salieri sbeffeggiato e deriso nel film "Amadeus" che io (e e ne vergogno adesso) ho applaudito festosa (allora), facendomi beffe del compositore napoletano e cattolico che pure non conoscevo... E, quasi in ginocchio, imploro perdono al dolce Antonio Salieri che era grandissimo compositore e niente aveva da invidiare a Mozart. Che infatti, come mi ha confermato un caro amico che è esperto di Opera, lo temeva tanto. Come si evince dalle lettere che, da Napoli, scriveva alla famiglia. La verità, dunque, si fa musica del cielo e Antonio si fa maestro di Amedeo.
Coraggio Italia!

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