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| Pablita, in azzurro, con la sua mini-bennibag... |
Dividevo la stanza e il
letto a castello con Marco. Di sopra, lui, con il soffitto sul naso, in basso
io nella mia casetta di bambola. Lo stesso a Cala dei Gigli e a San Giuliano,
ma in letti distinti, fianco a fianco, distesi nella lunghezza della camera. A
San Giuliano, c’era la conta delle macchine che passavano lungo la strada,
disegnando sul soffitto, non so mica perché, come un’ombra di luce. Quelle che
andavano verso il Ponte di Adamo ed Eva e il Corso Vittorio Emanuele erano di
Marco; le mie le altre che marciavano in senso contrario e chissà mai, invece,
dove si precipitavano. A vincere, il sonno, tutto nero anche lui, che ci
portava al Teatro Bianchini a letto sotto i cuscini. A Cala dei Gigli, c’era
solo il mantello nero pesto della notte e il frinire pazzo dei grilli e
tantissime, troppe, stelle che a guardarle mi davano un capogiro...
Dividevamo la camera,
Marco ed io, e insieme anche i letti, e conoscevamo, io e lui, i giocattoli
nostri, lui i miei e io i suoi. Suoi, i
soldatini Airfix e GiJoe; miei, Giovannino e Lisa e Lucia e poi, più avanti –
quando la Furga fu uccisa dalla Mattel – le Barbie. Dura vita, in casa Ponti,
avevano i giocattoli di noi due minori. Un giorno, un brutto giorno, Marco trovò
impiccati i suoi tre GiJoe. E ogni estate, alla partenza di giugno, per pagare
il biglietto, i gemelli (erano sempre loro i Mastro Titta di prima..) con un
ago incandescente vaccinavano i tre eroi di Marco, che venivano – come non
bastasse - messi a testa in giù, per una notte intera, penzoloni in un pozzo, nel magone (di marco) che precipitassero… Andò peggio alle mie Lisa
e Lucia, dimenticate in giardino di notte. I cani di casa ne fecero strami. Ricordo
il dolore, un friggere lento che fiorì, solo ora lo so, nel tulipano della
responsabilità. Per consolarmi (ma ignara…), già adolescente, comperai una
Pablita nell’Ananas. Sopravvissuta anche lei, come il GIJoe, in tuta arancione,
che ancora oggi splende, con le amare vaccinazioni sul braccio, nel piccolo museo
brasiliano di Marco. Nonostante i gemelli.

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