Fino a poco fa, mia zia
Antonia che ha, come si suol dire, le mani di fata e delle fate gentili anche
il pensiero e la pettinatura in forma di azzurra ala di corvo, radunava in casa
sua, mi pare proprio al mercoledì, le
nipotine, figlioline tutte quante delle nipoti (essendo lei nonna di un solo
bambinetto di nome Paolo) e quindi figlie delle sorelle (due) e apparecchiava
un atelier per orsacchiotti e bambole dove si cucivano, per pupe e peluche,
tutine e bluse e gonne a ruota con i ritagli delle stoffe fiorite avanzate dai
lavori grandi. E le bambine, tutte quante, zitte composte e serie serie, col
loro lavoretto in mano che era una gioia starle a guardare. E persino la Lulù,
piccola così, che da poco ha compiuto i sei anni ed era, mi diceva la zia, la
migliore di tutte e un asso nell’attaccar bottoni in un miomao e senza pungersi
le dita. Durante le sedute sartoriali, tra un silenzio e l’altro, la voce della
zia raccontava qualche storia, ma solo se la Lulù lo permetteva che a volte,
infastidita, diceva: “Mi devo concentrare, puoi stare zitta per piacere?”. E si
rimetteva a lavorare. Così, senza storie, tutte di nuovo a infilar aghi a far
la filza a cucir balze e orli, non un fiato. Zia Antonia con un risolino, a
fior di labbra, da tener nascosto, nell’osservar il capino della Lulù tutto
quanto chino, arrotolato nel bottone suo. Il laboratorio artigianale finì,
credo, nel mese di settembre dell’anno appena consumato proprio perché la Lulù,
con le due sorelle grandi e papà e mamma, andò a vivere in Olanda perché qui in
Italia, come si sa, le cose van di male in peggio. Il broncio lo aveva, la
Lulù, ché dovete saperla patriottica e tutta quanta tricolore. E la zia per
addolcir la pillola, come facciamo noi grandi senza ricordarci di come si
sentivan le cose nell’età verde: “Pensa che bello, imparerai l’inglese e anche
il francese e un poco d’olandese”. Poi, in un sospiro: “Peccato solo per il
latino…” La bimba, lingua pronta: “Ma io il latino lo so già: habemus Papam!”.
E via, di corsa, verso l’avvenire.

Che bello! :)) facile come attaccar bottoni!
RispondiEliminaTi abbraccio Ester e ti auguro una serata serena Rita