Oh che siamo tornati al
Medio Evo, con la paura dell’anno Mille, mi chiedo, al mattino presto, quando
in cento e più modi mi sforzo a ingranar col caffelatte la marcia della mia
vita quotidiana, mentre in televisione questo e quello e pure quell’altro, con le facce di plastica e occhi
atteggiati alla paura, fan cento e più congetture, con interventi degli
esperti, sulle previsioni dei Maya, sugli allineamenti degli astri e su una
sequela, per me, di corbellerie che mi paiono senza capo né coda e pure senza
senso. I Maya, poveretti, lasciamoli al destino loro ché neppure si sa quale
sia stato. Scomparsi, forse inghiottiti da una astronave, perché ci dicono
persino, dalla Russia, che gli alieni sono tra noi e che per, capire come
funziona il busillis, occorre rivedere man in black e magari pure indossar gli
occhiali neri di “Essi vivono”. A me sembra di aver vissuto, giovanetta, tempi
migliori, con adulti che erano adulti e non pischelli a inocular pane e
adrenalina al prossimo…
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| Una benni posh |
Perdonatemi lo sfogo, che pure mi permetto perché è Natale, sta per scender dalle stelle Israello e noi,
invece di aspettarlo, con la luce nel cuore che si accende nella speranza di un
mondo migliore, siam qui a fremere, agitati, per una data, tutta dodici o al
contrario, e che abbiamo, diciamolo qui, inventato noi, di sana pianta, ché
mari e monti non hanno né età né storia e neppure dopostoria. Il mondo, con
buonapace nostra, cammina per la strada sua, come sa bene Lorenzo, che gli anni
li conta sulle dita di una mano e che, or sono due giorni, mi ha detto, con un
sorriso largo: “Vado dalla nonna per Natale, dopo la fine del mondo…”

....e anche noi ci ritroveremo qui ...dopo la fine del mondo...
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Rita