E’ bello, al mattino
presto, quando il cielo pare ancora umido di vita primigenia, come appena
uscito dall’acqua sacra della creazione, ritrovarsi per la strada, al modo di
un viandante che se ne va senza meta, rincorrendo soltanto l’istinto suo, quell’anelito
di libertà che fa venir voglia, almeno a me, di cantar Panis angelicus oppure,
anche una cert’aria di Vivaldi che mi par benedizione d’anima. Ieri, vigilia
mia, me ne sono andata, sola soletta, a comperar le paste di Regoli all’Esquilino
e poi, più in là, a ritirare un certo pacchetto il cui contenuto preferisco
tener cucito nella tasca del mio cuore. Via Giovanni Lanza invitava alle danze,
larga, color grigio argento, nel silenzio dell’ora giovane, salgo al passo di
Atalanta e su su fino a Via dello Statuto, dove abitavano - mamma mia, ricordo
ancora a memoria, a scioglilingua, il loro numero di telefono… - tre fratelli dal cognome marino
che erano amici, tre in uno e uno a testa, miei, di mio fratello Marco e anche di
Sara. Passo davanti al gran palazzo ocra dove abitavano a non so più che piano
e sono già in pasticceria: bignè al cioccolato, alla crema, alla nocciola con
su una glassa densa che si attacca al palato e alla gola. Fatti due o tre passi
nella bella piazza Vittorio, sono già di ritorno, verso casa e già che ci sono,
eccomi sulla Via Merulana, nuda di alberi, lì dove, chiara, appare in fondo,
come una visione di bellezza pura, Santa Maria Maggiore, la chiesa della neve d’agosto.
Cammino in mezzo a un gruppo di ragazzi che, invece di esser a scuola, sono a
spasso. Le ragazze, belle, petulanti, col sole in fronte, con certe minigonne a lasciar libere gambe e inguine. Più avanti,
lungo il marciapiede, un piccolo nomade, appoggiandosi a una gruccia, chiede l’elemosina,
con due occhi che paiono di cane triste. Allunga il cappello verso una signora
corpulenta che ha tuffato la mano nella borsetta, ma poi, oppete, ecco, passa la
gazzella, con le sue gambe al vento, falcando il grigio marciapiede; il ragazzo
zingaro (che gli ormoni deve averli a posto e, secondo me anche le gambe…), d’istinto
si gira a seguir con gli occhi vivi, rinati come sciacquati dalla sorgente della vita, la giovanetta e pling, pling, pling, le monetine saltellan sull’asfalto… Amor vincit omnia, rido e via per la mia strada.

:) già! ma questo non è amore......
RispondiElimina:)
sono passata per mangiare una di quelle paste lì che si appiccicano al palato e a fare un brindisi con te
cin cin
Bacio
Rita