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venerdì 6 dicembre 2019

Mamma Natale

Come ogni anno, anche in questo che sta per terminare, sono andata alla Nuvola di Fuksas per perdermi tra i tanti libri, volumi e volumetti che sono raccolti nella fiera "Più libri più liberi". Alle due di pomeriggio, riscaldata da un solicello timido e dorato, eccomi sulla metro B, direzione Eur Fermi. Arrivata alla stazione mia, scendo e prima di prendere le scale e voltar sulla Cristoforo Colombo, noto, sulla marmella della piattaforma d'ingresso una carta d'identità abbandonata. La tiro su, meschina, e leggo il nome tal dei tali di un ragazzo classe 1999. Potrebbe essere mio figlio e, fattami segugio, mi metto alla ricerca, via internet, di qualcuno che sia della sua famiglia. E lo trovo. Nella persona del padre, con il quale ci accordiamo per la restituzione. Evviva, tutti contenti e finalmente sono libera di entrare alla fiera.
Raccontare tutto quel numero di editori è impossibile e vabbè, ma sappiate che ce n'è per tutti i gusti, medievisti, bambini, lettrici di fiction, amanti dei classici, dei gialli e delle rarità. Pane per ogni dente, insomma. E basta snasare un poco per trovare perle e coralli.
Ma io che ho, io pure, i gusti miei precisi mi dirigo senza por tempo al tempo allo stand delle Edizioni Croce, che sono del figlio di un amico di tanto tempo fa che si chiamava Remo e aveva LA libreria su Via del Governo Vecchio. Edizioni Croce che sono tutte dedicate alla scrittura femminile tra l'Ottocento e il Novecento, la mia tazza di tè. C'è Maria Messina, c'è Elisabeth Gaskell e tante altre in fila, tutte scrittrici che, in tempi differenti, ho amato come sorelle. Sicché, fatti i debiti conti, compero un librino che si intitola "Mamma Natale" e che raccoglie i racconti di Natale di tante scrittrici, da Matilde Serao alla Marchesa Colombi. E tutta soddisfatta, dopo aver fatto capolino da vecchi amici che hanno una bella casa editrice (Nutrimenti) e da vechissimi amici (che stanno lavorando a un progetto che mi coinvolgerebbe, Fenice Bookstore), me ne torno a casa mia, con il cuore allegro perché, nonostante la rivoluzione digitale, il mio caro, amato libro è ancora vivo e vegeto! 

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