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martedì 17 dicembre 2019

Bella, ciao ciao...

Il mio piccolo libro: un'idea regalo per Natale...

Non volevo crederci e invece è tutto vero verissimo! A San Luigi dei Francesi, la stupenda chiesa barocca intitolata al buon Re Luigi IX, chiamato il Santo, il coro natalizio, vestito di rosso, ha cantato “Bella ciao”, una canzone partigiana che con il Natale e con la sacralità del luogo c’entra come camminare sulla neve in sayonara o pulirsi il viso con l’olio da frittura. Il precedente, è vero, c’era stato in una chiesa non so dove tenuta da un Don Biancalani, che ne ha combinate altre a suo piacimento, con buona pace della chiesa in uscita (dalla porta della cucina, secondo me) …
E, chiudendo gli occhi (sbalorditi da tanta burbanza), in santa orazione, eccomi lì, davanti alla cappella affrescata dal Domenichino che è tutta dedicata a una piccola grande Santa Romana, patrona della musica e dei musicisti, cioè Santa Cecilia. Sbalordita lei pure, Cecilia, nelle dolci pennellate di un pittore che amo, si domandava, basita, che cosa mai fossero quelle note profane nella sua dolce chiesa, “Oh non si canta più il gregoriano, il “Veni creator Spiritus”, casomai a fine anno il “Te Deum”?”, mi domandava, incalzandomi. E io: “Il latino… e chi lo sa più”, sospiro. E lei, “Davvero? E chi è la bella ciao?”. Non so che cosa rispondere a questa domanda e perciò taccio. E lei: “Oh che cosa succede mai alla nostra Santa Romana Chiesa? Io sono morta per lei, ha aggiunto, mostrandomi affrescato sulla parete, il suo martirio giovinetto…”.
Mi verrebbe quasi voglia di dirle chi sono i "santi di oggi", certi cantanti senza voce, bambine con le treccine, riccioluti politicanti, ragazzine che "influenzano" gli altri (forse per passare un virus?). Ma invece me ne sto zitta zitta, accanto a lei, osservando le sue storie che toccano il cuore. Lei, bambina, che come San Francesco molti anni più tardi, dona i panni suoi regali ai poveri; lei che si rifiuta di adorare gli idoli pagani, lei morente con l’angelo che reca dall’alto la sua palma. La palma con la quale a Gerusalemme accolsero Gesù per poi tradirlo e mandarlo a morte... Ma manca poco al Natale e il cuore vola in alto. Il mio augurio per tutti voi, pochi pochissimi che passerete di qui, è di non cantare Bella ciao, ma Tu scendi dalle stelle, sentendosi, la notte Santa, a Betlemme sotto il firmamento stellato, nelle armonie angeliche… auguri!


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