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| Il mio piccolo libro: un'idea regalo per Natale... |
Non volevo crederci e invece è tutto vero verissimo! A San Luigi dei
Francesi, la stupenda chiesa barocca intitolata al buon Re Luigi IX, chiamato
il Santo, il coro natalizio, vestito di rosso, ha cantato “Bella ciao”, una
canzone partigiana che con il Natale e con la sacralità del luogo c’entra come
camminare sulla neve in sayonara o pulirsi il viso con l’olio da frittura. Il
precedente, è vero, c’era stato in una chiesa non so dove tenuta da un Don
Biancalani, che ne ha combinate altre a suo piacimento, con buona pace della
chiesa in uscita (dalla porta della cucina, secondo me) …
E, chiudendo gli occhi (sbalorditi da tanta burbanza), in santa
orazione, eccomi lì, davanti alla cappella affrescata dal Domenichino che è
tutta dedicata a una piccola grande Santa Romana, patrona della musica e dei
musicisti, cioè Santa Cecilia. Sbalordita lei pure, Cecilia, nelle dolci pennellate
di un pittore che amo, si domandava, basita, che cosa mai fossero quelle note
profane nella sua dolce chiesa, “Oh non si canta più il gregoriano, il “Veni
creator Spiritus”, casomai a fine anno il “Te Deum”?”, mi domandava,
incalzandomi. E io: “Il latino… e chi lo sa più”, sospiro. E lei, “Davvero? E
chi è la bella ciao?”. Non so che cosa rispondere a questa domanda e perciò
taccio. E lei: “Oh che cosa succede mai alla nostra Santa Romana Chiesa? Io
sono morta per lei, ha aggiunto, mostrandomi affrescato sulla parete, il suo
martirio giovinetto…”.
Mi verrebbe quasi voglia di dirle chi sono i "santi di oggi",
certi cantanti senza voce, bambine con le treccine, riccioluti politicanti, ragazzine che "influenzano" gli altri (forse per passare un virus?). Ma
invece me ne sto zitta zitta, accanto a lei, osservando le sue storie che
toccano il cuore. Lei, bambina, che come San Francesco molti anni più tardi,
dona i panni suoi regali ai poveri; lei che si rifiuta di adorare gli idoli
pagani, lei morente con l’angelo che reca dall’alto la sua palma. La palma con
la quale a Gerusalemme accolsero Gesù per poi tradirlo e mandarlo a morte... Ma manca poco al Natale e il cuore vola in alto. Il mio augurio per tutti voi, pochi pochissimi che passerete di qui, è di non cantare
Bella ciao, ma Tu scendi dalle stelle, sentendosi, la notte Santa, a Betlemme
sotto il firmamento stellato, nelle armonie angeliche… auguri!

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