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| Si avvicina il Natale e ho organizzato una maxi-vendita di bennibags in casa. Persino su Skype, a Milano... |
Tante le piccole storie intrecciate di quel cortile che s'apriva - e s'apre ancora - lungo il Corso Vittorio Emanuele, che è la via centrale di Pordenone. Ma per me, tra tutti, il ricordo della zia Giusetta, che era la mamma dell'autore e che, piccola com'era, e alta come me bambina che l'andavo a trovare, conservava intatta negli anni la sua volontà di ferro. Viveva, nell'appartamento del cortile, in una fuga d'ombre e di stanze dove io mi perdevo come in un segreto alveare. Brusca nei modi, sempre a tirar su col naso (non so perché), era parca d'affetto e niente baci. Ma in quel suo spartano andare, il cuore si scioglieva per Sciusciù che era un cagnolino nero, un barboncino, che la seguiva a ogni passo. E dove andava lei, lui pure. E se lo lasciava a casa, il cagnetto restava accovacciato all'ingresso in attesa che lei tornasse. Finché un giorno, tanti anni orsono (e ancora sento il pianto di mia madre) la zia Giusetta uscì e non tornò più a casa.

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