Nel Rione Monti dove
abito, scrivo i miei piccoli libri e taglio e cucio le mie bennibags, c’è tutto
un mondo segreto fatto di chiese, Madonnelle, oratori. E’, penso io, il cuore
della Roma papalina che batte e batte, nascosto, prudente, segreto, nel cuore
del cuore di Roma inondato di macchine e di traffico romano e straniero. E il
mio cuore, chiuso nella sua soffice sciarpa d’oro, batte insieme con lui. Sul
fianco della bella Chiesa dedicata alla Madonna dei Monti, ad esempio, lì dove
il lato della chiesa affaccia sulla piazzetta che è centro del Rione, dove
fiorisce nell’acqua pura la fontana dei Catecumeni, c’è un mosaico in forma di
graziosa Madonnina che, fino a poco tempo fa, era deturpata da una fila di
bidoni della spazzatura che grondavano rifiuti, in rivoli di sporcume. Ebbene,
qualche giorno fa (e non vi dico chi ha scritto tante e tante mail all’Ama sull’argomento…),
la Madonnina, che è patrona del Rione, è tornata a splendere, liberata. In gioia mia e anche di Aldo Maria Valli che che aveva visto lo scempio...
E poco più avanti, al numero non mi ricordo
quale della Via dei Serpenti, dietro un portone qualsiasi cui si accede salendo
due gradini, vivono le oblate della Pro Sanctitate che custodiscono con amore
il luogo dove morì, nel Cinquecento, San Benedetto Labre, che era un senza
tetto, un mistico, e un pellegrino (avendo egli percorso nella sua breve vita 40
mila chilometri, da Roma a Bruges e fino a Santiago di Compostella). Chi ne avesse
voglia può suonare per salire nella stanza, che era casa del macellaio del
Rione, dove il santo morì. Un Santo straccione, moderno, tutto quanto proteso
nel cielo, che è raffigurato, morente, nel giorno del transito in cielo. E,
uscendo poi lungo la via trafficata dei Serpenti, che è il corso del Rione Monti, sollevate
lo sguardo in alto, perché c’è un’altra Madonnella, come una stella nel firmamento, che da lassù vi guarda e, casomai, vi
benedice…
Il mio libro: perfetto dono di Natale...

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