In questo lungo,
lunghissimo fine settimana che è iniziato, per i turisti durante la Settimana
Santa e finirà all’indomani della festa del lavoro del primo maggio, a Roma
quasi non si cammina tra il fiume di turisti che gira di qua e di là, tra il
Colosseo e le Chiese più riposte, come, ad esempio, Santa Maria in Portico in
Campitelli. Dove, ieri pomeriggio, per un motivo ben preciso che terrò legato
al mio ministro, c’ero anche io. Ed è davvero un bell’incanto questa Chiesa
progettata dal Rinaldi, barocca al punto giusto e che lascia il visitatore a
bocca aperta per lo splendore in cui vien proiettato all’entrar dalle vecchie
porte che bisogna accompagnare affinché non sbattano. Ieri, anche io, mi sono
perduta e pur essendo a caccia di un ben preciso tesoro (che non ho trovato e
neppure il parroco per domandargli lumi, di grazia), ne ho trovato un altro,
anche più grande di cui vi voglio raccontare. Ed eccomi a guardare tutti i
dipinti, grandi e piccini, che si contano in gran numero nelle cappelle. Oh, tu
guarda, c’è un San Paolo caduto da cavallo bello come quello mio (preferito
anche sul Caravaggio di Santa maria del Popolo) in giubba turchina di San
Marcello al Corso. Bello e deliziosa è un’acquasantiera con una Madonnina al
colmo, in preghiera, nascosta dove non lo dirò. Ma bello, per me in
particolare, è un gran dipinto di Luca Giordano che si intitola la Destinazione
della Vergine e che ritrae una deliziosissima Maria bambina, in braccio alla
sua mamma Anna, mentre una colombina bianca (dello Spirito Santo) le spara un
raggio suo di vita e verità…

Nessun commento:
Posta un commento