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mercoledì 24 aprile 2019

Roma mia dolcissima e segreta


In questo lungo, lunghissimo fine settimana che è iniziato, per i turisti durante la Settimana Santa e finirà all’indomani della festa del lavoro del primo maggio, a Roma quasi non si cammina tra il fiume di turisti che gira di qua e di là, tra il Colosseo e le Chiese più riposte, come, ad esempio, Santa Maria in Portico in Campitelli. Dove, ieri pomeriggio, per un motivo ben preciso che terrò legato al mio ministro, c’ero anche io. Ed è davvero un bell’incanto questa Chiesa progettata dal Rinaldi, barocca al punto giusto e che lascia il visitatore a bocca aperta per lo splendore in cui vien proiettato all’entrar dalle vecchie porte che bisogna accompagnare affinché non sbattano. Ieri, anche io, mi sono perduta e pur essendo a caccia di un ben preciso tesoro (che non ho trovato e neppure il parroco per domandargli lumi, di grazia), ne ho trovato un altro, anche più grande di cui vi voglio raccontare. Ed eccomi a guardare tutti i dipinti, grandi e piccini, che si contano in gran numero nelle cappelle. Oh, tu guarda, c’è un San Paolo caduto da cavallo bello come quello mio (preferito anche sul Caravaggio di Santa maria del Popolo) in giubba turchina di San Marcello al Corso. Bello e deliziosa è un’acquasantiera con una Madonnina al colmo, in preghiera, nascosta dove non lo dirò. Ma bello, per me in particolare, è un gran dipinto di Luca Giordano che si intitola la Destinazione della Vergine e che ritrae una deliziosissima Maria bambina, in braccio alla sua mamma Anna, mentre una colombina bianca (dello Spirito Santo) le spara un raggio suo di vita e verità…

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