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domenica 3 settembre 2017

Una gattina a Milano

Un gatto sardo...
Bella Milano nel dardo del sole, bellissima Milano con il cielo color di fumo, quando le gocciole d’acqua fresca cadono festose sul Duomo e lassù sulla Madonnina d’oro. Che respiro, che aria fresca dopo tanta estate infuocata! Io l’ho vista, Milano, così e colì, in questo scorcio di fine stagione, tra agosto e settembre.
L’ho vista, Milano, e me ne sono innamorata, perché è una città viva, piena di energia, popolata da un’umanità indaffarata, seria, elegante. Bè, non solo. Per esempio un pomeriggio, dopo essere arrivata a Sant’Ambrogio, la chiesa con due torri campanarie (una per i benedettini e l’altra per i canonici regolari che, ohimè, litigavano tra loro…) , tornando lungo il corso di Porta Ticinese, sfiorando con lo sguardo prima Sant’Eustorgio, in statua solenne, col suo bel pugnale posato in testa a memoria del martirio, e poi la stupenda chiesa di San Lorenzo, difesa da un ricamo di colonne (che erano un tempo il tempio di Ercole);insomma, dicevo, un pomeriggio mentre me ne tornavo verso il Duomo per incontrare chi non vi dico, incrocio, ma per davvero, una bellissima ragazza vestita da gatta. E’ inguainata in una tuta di pelle (con questo caldo pazzo!), una coda le danza tra le terga, in testa ha due orecchiette nere e nera è la mascherina di colore che le scurisce la strisciata degli occhi. Cammina come niente fosse, come se indossasse un jeans e una maglietta. E io, con tanto di sguardo e un po’ sgomenta per via che sono le tre di pomeriggio. Ma intorno, niente, nessuno la guarda, ognuno e tutti presi dalle cure loro milanesi, e faccia a terra,  e lei, la gattina, se ne va, indolente, senza premura, con fare felino, e mi pare proprio una gatta cenerentola, pronta a qualche sortilegio, nel silenzio tutt'intorno di una Milano addormentata… 

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