| Un gatto sardo... |
Bella Milano nel dardo
del sole, bellissima Milano con il cielo color di fumo, quando le gocciole d’acqua
fresca cadono festose sul Duomo e lassù sulla Madonnina d’oro. Che respiro, che
aria fresca dopo tanta estate infuocata! Io l’ho vista, Milano, così e colì, in
questo scorcio di fine stagione, tra agosto e settembre.
L’ho vista, Milano, e me ne
sono innamorata, perché è una città viva, piena di energia, popolata da un’umanità
indaffarata, seria, elegante. Bè, non solo. Per esempio un pomeriggio, dopo
essere arrivata a Sant’Ambrogio, la chiesa con due torri campanarie (una per i
benedettini e l’altra per i canonici regolari che, ohimè, litigavano tra loro…)
, tornando lungo il corso di Porta Ticinese, sfiorando con lo sguardo prima Sant’Eustorgio,
in statua solenne, col suo bel pugnale posato in testa a memoria del martirio,
e poi la stupenda chiesa di San Lorenzo, difesa da un ricamo di colonne (che
erano un tempo il tempio di Ercole);insomma, dicevo, un pomeriggio mentre me
ne tornavo verso il Duomo per incontrare chi non vi dico, incrocio, ma per
davvero, una bellissima ragazza vestita da gatta. E’ inguainata in una tuta di
pelle (con questo caldo pazzo!), una coda le danza tra le terga, in testa ha
due orecchiette nere e nera è la mascherina di colore che le scurisce la
strisciata degli occhi. Cammina come niente fosse, come se indossasse un jeans
e una maglietta. E io, con tanto di sguardo e un po’ sgomenta per via che sono
le tre di pomeriggio. Ma intorno, niente, nessuno la guarda, ognuno e tutti
presi dalle cure loro milanesi, e faccia a terra, e lei, la gattina, se ne va, indolente, senza
premura, con fare felino, e mi pare proprio una gatta cenerentola, pronta a
qualche sortilegio, nel silenzio tutt'intorno di una Milano addormentata…
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