| Un merlo maschio ai giardini di Sant'Andrea... |
Ma che severità, quale
forzuto braccio di ferro ha usato la Pubblica amministrazione con i centurioni
e i legionari romani, con le scope purpuree in testa, che popolavano le aree romane
della nostra bella città! Per quei quattro ragazzi che si guadagnavano la vita,
travestiti come ai tempi di Nerone, ci si è messo persino il Consiglio di
Stato in latinorum e, in un fiat, via, sciò, né più mai li vedremo con le loro gonnelle a
fermare i turisti, a far finta di giugularli di fronte all’Anfiteatro flavio. A me non hanno chiesto mai nulla che si vedeva da lontano che ero, come loro, romana.
E sia, demitto
auricolas, ma mi permetto, con la grazia che mi riempie il cuore di carità, di
segnalare che se con i nostri simpatici antichi romani lo Stato ha usato le
maniere forti, con altri, ben più colpevoli perché mettono a repentaglio la
salute altrui, si sta larghi come mutande di tre taglie in più. Mi riferisco ai
tanti omini che, sotto la colonna traiana, in Via del Tritone , in Piazza di Spagna
e dovunque qui e lì per la Città Eterna, vendono, impuniti, acqua in
bottigliette che non sempre sono nuove. Secondo me, ma prove non ne ho, i
nostri novelli acquaioli la prendono dai nasoni romani, così per un euro vendono l’acqua marcia o l'acqua vergine (dei nostri antichi romani!) magari anche condita a modo loro… Girano, senza neanche
nascondersi, con i loro borsoni pieni di bottigliette, incuranti del fatto che
è un reato grave, in questa nostra parte di mondo, vendere cibo e bevande senza
autorizzazioni, Ma se dici loro qualcosa, si mettono a berciare, ti mandano a
quel paese e fanno anche il gesto dell’ombrello. E nessun vigile li ferma né il Consiglio di Stato se ne occupa...
Ahi, povera Roma mia. E
la finisco qui perché è sabato mattina, il sole è già alto e devo preparare il
ragù per stasera che ho gente a cena in allegria d’estate. Ma prima di
lasciarvi dico, sommesamente, “aridatece li centurioni!”.
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