Nel cielo di lucore
opalescente, tra le gocce di pioggia che salvano dalle polveri la mia bella, bellissima Roma
(nonostante il degrado che la morde, io dolente), eccoci già al due di gennaio
di questo nuovo anno appena cominciato e lindo e pinto come lo sono tutte le
creature appena uscite dall’ovo sacro che tutti ci conduce, dicevo, auguro a tutti
quelli che mi seguono, magari un giorno sì e poi mai più e chissà, un lungo
anno di zucchero e miele, pieno di quelle gioie che sono, per chi ha orecchie
per intendere, l’altra faccia della croce. Auguro l’armonia interiore che è canto del
creato, tutto in ringraziamento perenne, per la verità che mai muore e che ci
dona la speranza viva, nonostante le tante trame di menzogna che tutto
rimescolano, mettendo il mondo a gambe all’aria. Auguro di ritrovar la strada
del cosmo, uscendo dal caos che domina il mondo. Auguro tutto questo e molto
altro ancora, ad esempio di mangiare, come è capitato a me per pura sorte, il
culatello odoroso di nebbie ferraresi e una delizia di salmone, massaggiato col
miele della Russia.
E visto che ci sono, mentre cucio le mie bennibags (ho comperato nuova stoffa), vi regalo un pensiero che ho cucinato fresco fresco e che riguarda, da lontano, le mie borsette, cucite nel gusto antico dello chic che è, secondo me, un rimaneggiamento in volgare d’oc, del “quid” dei romani. Il quid che è indicibile vita e armonia segreta e silente, invisibile cosmo; come a dire che anche nel buongusto della persona, tutta nel suo essere e persino nel vestire, splende la personale meraviglia che è il cosmo interiore, dove riposa l’anima di ognuno, pur inconsapevole, l'anima come ricongiunta, per divina grazia, nell’armonia di fuoco del piano di sopra. Buon anno!
E visto che ci sono, mentre cucio le mie bennibags (ho comperato nuova stoffa), vi regalo un pensiero che ho cucinato fresco fresco e che riguarda, da lontano, le mie borsette, cucite nel gusto antico dello chic che è, secondo me, un rimaneggiamento in volgare d’oc, del “quid” dei romani. Il quid che è indicibile vita e armonia segreta e silente, invisibile cosmo; come a dire che anche nel buongusto della persona, tutta nel suo essere e persino nel vestire, splende la personale meraviglia che è il cosmo interiore, dove riposa l’anima di ognuno, pur inconsapevole, l'anima come ricongiunta, per divina grazia, nell’armonia di fuoco del piano di sopra. Buon anno!

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