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| Le due mini bennibags, quella in alto è mia, quella di sotto per Manu... |
C’era un bel sole
dorato e radente, in un cielo azzurro di lacca cinese, ieri pomeriggio, quando,
alle due e mezzo circa mi sono vestita, in gonna e paltò, per andare a fare
certe commissioni mie che terrò ben legate strette nell’agenda del mio dovere.
C’era un bel sole e mi sorrideva tutt’intorno il mondo, quando, giunta al
portone… apro la porta e, oddio e ora come passo, mi dico, nel vedere due zingari
che fan barriera all’uscita mia, fumandosi la sigaretta del dopopranzo. Non si
spostano, mica, i due, in gran comodità, tranquilli come lemuri del Madagascar
e io prigioniera a casa mia aspetto e spero, finché uno dei due si sposta
appena e io zigzagando con ginocchio e piede, riesco a filar via, sentendomi
sul collo la parolaccia loro… Vabbè, mi dico, andiamo ai Fori a prendere l’85 e
poco male. L’autobus arriva presto e io tutta contenta perché mi sono portata
un libro e non vedo l’ora di starmene in disparte, con i casi miei. Salgo e, mi
chiamano per nome. Mi giro. C’è la parente di una conoscente. Oh che piacere
vedermi e come sto e che cosa faccio e dove abito? Saluto, sorrido, e cerco di
sfilar via, ma si capisce che è tutto vano e che devo restare a fare le quattro
chiacchiere al caffè. Demitto auricolas. Chiacchiero, evvia, so farlo.
Chiacchiero con il terzo occhio, vivo, al libro mio nella mia piccola bennibag....
Fatto ciò che devo
fare, convinta che le avventure mie si sono concluse nell’odissea del primo
pomeriggio, Macché. Sì, una parola. Seduta nel posto a quattro dell’85, davanti
a me si siede un tipo sulla sessantina con berretto a becco di papera che
prende a stringere le mie ginocchia tra le sue. Mi scusi, dico. E subito dopo
il tipo si alza. E meno male. Mi alzo anche io, giunta al Colosseo, e chi ti
vedo? Proprio lui, ancora sul bus. Afferro la maniglia per non finir per terra
e zacchete vedo la mano sua coprir la mia che sfilo a razzo, l’autobus inchioda
alla fermata e io quasi per terra. E lui, l’innocentino, mi fa: “Si è fatta
male, signorina?”

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