Casa Giannetti, si può ben
dire ad alta voce, era casa di giornalisti al pelo d’angora. Roba fine – nonno,
padre e figlioli tutti con la tessera dell’Ordine - cosette per
intenditori, non come certi spennutelli di oggi che, a interrogarli non san
neppure distinguere, mettiamo ad esempio, il Pentateuco dai Vangeli. Il nonno
della dinastia Giannetti, Ubaldo, insieme
col fratello, faceva ai tempi del Duce un giornale satirico per ridere alle
spalle dei gerarchi e lo scriveva, impaginava e quasi stampava, ma senza scherzi, intorno al tavolo della cucina,
mentre sua moglie, Donna Dolores, girava, tra i fumi d’inferno, la pasta corta nel
pentolone al bollo.
Il padre, Alfredo, scriveva
lunghi elzeviri ed editoriali per un giornale napoletano che oggi ancora esce,
ma chi lo legge più. Il figlio, o meglio uno dei figli, era arrivato
addirittura al Corriere della Sera, redazione romana, dove dai a scrivere di
economia e manovre economiche, in una girandola di governi uno appresso all’altro
che alla fine chi ci capisce un’acca. Gli altri due, i più giovani, erano l’uno
militante e ufficio stampa nel Pci (e poi Pds e poi Ds e poi Pd e poi chissà
che nome ancora…) e l’altro, udite udite, simpatizzante nientemeno che della
Repubblica di Salò cui aveva dedicato mesi di studio per poi comporre un tomone che non
trovava, va da sé, né editore né pubblico, cosa che lo indiavolava. I tre,
giornalisti ognuno a modo suo, non facevano che litigare. Il primo, stirato
nella sua grisaglia affumicata, difendeva il governo democristiano, il secondo,
con la sua divisa di velluto a coste, gli sparava contro e il terzo, che era il
tipo segaligno dell’intellettuale, poi sosteneva che la guerra doveva finir
diversamente. Chi diceva una cosa, chi ne sosteneva un’altra, chi alzava la voce, in un menar di ideologie e
discorsi che avrebbero fatto girar la testa anche a Don Benedetto Croce.
Intanto la madre, a gote gonfie, girava – come la sua avola – la pasta nel
pentolone. Che strano: quando si udiva il grido: “Sono pronti gli spaghetti!”,
non c’era più né scudocrociato né falce e martello e persino il ragazzo di Salò
era d’accordo sul programma…

Nessun commento:
Posta un commento