Bennibags, la storia.
Terza puntata
Michelle
Quando Bianca partì, mi sentii un poco perduta. Dove, come, quando avrei potuto riprendere la produzione, senza trovarmi con cataste di bennibags invendute? Vendere online mi sembrava, in quei miei inizi, come comperare un biglietto aereo per il pianeta Venere e altri negozi, in giro per Roma, non ne conoscevo. Così una mattina di primavera, già sbracciata per il sole caldo, a zonzo con i miei pensieri per il Rione Monti entro nella piccola libreria di Michelle Muller, la "Librinecessari" che ancora adesso è punto di riferimento per tutti i bibliofili del Rione. http://www.librinecessari.it/
Mi capitava spesso, allora, di andare a far quattro parole con Michelle, perché, come forse sapete e comunque lo ripeto, io per anni sono stata giornalista e traduttrice e anche scrittrice e lo sono ancora. Così, da Michelle, trovavo il pane che necessitavo, i libri intorno e anche l'interlocutrice giusta per parlare di Katherine Mansfield, Elsa Morante e soprattutto della mia scrittrice preferita (che anche lei amava) cioè Dolores Prato.
Ma quel giorno le parlai a cuore aperto delle bennibags e lei, sempre pronta come è a partir per nuove avventure, si fece tutt'uno con il mio progetto. Avremmo fatto, insieme, qualche mercatino al Pigneto, dove lei apriva il suo banchetto ogni domenica. Poi, casomai, potevo vender le borse anche da lei. Ma tempo al tempo.
Prima di venir con me al Pigneto, vi invito a casa mia per un tè al limone ben zuccherato. Ecco il mio piccolo laboratorio e anche se la Necchi è stata sostituita da una Jenome, la sedia è sempre quella e il tavolino pure e tutti i miei rocchetti, le forbici, gli uncinetti e gli aghi. Tutto per lavorare come ape operosa.





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