Pagine

sabato 6 marzo 2021

Avanti, in alto il cuore bennibags!

 

Camminando su fiori di marmo

Bennibags, la storia

Quarta puntata

Giampiero


Prendete un grammo di simpatia con la barba, mischiatelo con un chilo di filosofia alla marmellata, mettetelo a guardia di un box pieno di libri, volumi, riviste, ninnoli e rigatterie e troverete, bell'e fatto, il mio caro amico Giampiero, anima del sito libridiieri http://www.libridiieri.it/ e che ha venduto, da sempre, libri bellissimi in giro per il mondo.

Ci conoscevamo da tempo, lui e io, avendo i figlioli a frequentar le stesse classi a scuola e così, un giorno, sapendo che lui pure faceva mercatini in giro per Roma, gli domandai se potevamo farli insieme, così in leggerezza, libri e bennibags che sono sempre andati d'accordo. Da poco, infatti, avevo tagliato e cucito una linea di bennibags per una piccola casa editrice "Lantana editori" che erano state vendute durante la fiera "Più liberi, più libri"...

Un caffè, riposando...


Si partì qualche domenica più avanti, al mercatino di Piazza Augusto imperatore. La sveglia era alle sei e avevo già tutto pronto dalla sera prima, tutte le borse ben stirate, profumate, piegate, forbici, nastri, bustine, compresa la carta colorata per chi voleva fare un regalino di una bennibag.

"Vestiti a strati", mi disse Giampiero e io ubbidii perché al mattino fa freddo il pomeriggio meno e bisogna essere sempre spigliati e sorridenti e mai sembrare un tucano al Polo Nord. Ero l'unica, lo ricordo come fosse ieri, a vendere artigianato. Tutto il mio intorno vibrava di vintage e antiquariato. Gli acquirenti, età media più della mia, interessati a vecchi orologi, orecchini anni Trenta, stampe, libri antichi. Le ore passavano e non vendevo un bel nulla. Poi, d'un tratto, a cavallo di una bicicletta giunse spedito da me un signore dai capelli d'argento. Mi disse che davvero gli piacevano le mie borse, e chissà come era riuscito a vederle, e voleva comperane qualcuna. Passai del tempo con lui a scegliere le più adatte e mi sorpresi del suo gusto e dei commenti che faceva. Mi disse anche (e non fu il solo) che dovevo imparare a mettere su il banco (cosa difficile assai), a renderlo più appetitoso. L'ho imparato a fare molto, ma molto tempo dopo, quando il Covid ha ucciso tutto quanto.

Borse svenute sul banco... NO!

Un Bel Banco! SI!!!!

E torniamo a noi. Con Giampiero feci anche qualche mercatino al Car boot sale del Testaccio, dove si vendeva di tutto un poco e anche molte porcherie, robe di casa, tirate giù dagli armadi. Le prime due volte fu un successone: vendetti molte bennibags a signore che volevano sapere tutto di me e della tecnica che usavo e che mi fecero mille domande. Poi cominciarono i tempi magri e di crisi, cioè l'altroieri...

Giampiero si portava le bennibags anche al Festival dell'Unità e le vendeva insieme ai suoi libri di ieri. Mi disse che alcune onorevoli, e se no ricordo male anche Rosy Bindi, tutte piddine, si erano fermate e avevano acquistato ben cinque bennibags. Così anche il Festival dell'Unità portò fortuna a me, che comunista non sono stata mai, casomai cattolica romana, e ringrazio con una riverenza...



f
Rocchetti, spoline, aghi, spilli e nastri

Chiudo il cancello anche di questa puntata con questa bella grata di pampini e grappoli d'uva che ho trovato in una viuzza riposta del Rione Monti. A lunedì





 













Nessun commento:

Posta un commento