Come a spasso sul Tevere...
Bennibags, la storia.
Seconda puntata
Bianca
Al numero tal dei tali di Via Cimarra, una stradina stretta della Roma papalina, fatta d'ombre e di magia, c'era - e non c'è più - il negozio di parrucchiere di Bianca, tedesca, bionda, italiana per amore. Più che un negozio era un accogliente salotto dove le dame del Rione, ma anche di altre zone di Roma, per farsi belle, si lasciavano coccolare i capelli dalle mani fatate di Bianca, sorseggiando una tisana, beandosi dell'atmosfera rarefatta di quel salone della fatina dal nome immacolato Oltre al vasto salone pieno di poltroncine rosse, fon e spazzole, avvolto in un'odoroso pout-pourri di aromi, in shampoo e balsami e unguenti, c'era una saletta per i massaggi e più in là una chiostrina e un giardinetto segreto che si affacciava sul grande verde dell'Istituto Angelo Mai che doveva diventar scuola per mio figlio (che ora ha 22 anni) e che ancora oggi giace abbandonato...
In quel giardinetto, baciato da un solicello marzolino, più o meno lo stesso di oggi, Bianca e io parlammo delle bennibags e di come avrebbe desiderato proporle alle sue clienti. Detto fatto, di buona lena mi misi all'opera e, pochi giorni dopo, mi presentai da lei con un paniere pieno di bennibags. Ne fu contentissima e, sistematele, in una sorta di libreria che teneva in negozio, mi salutò festosa. Pochi giorni dopo, le borse erano andate via, grazie anche alla grazia con la quale Bianca ne parlava, foderandole di fascino, chiamandomi non artigiana ma artista.
Ne portai altre, una in velluto blu scuro, con pizzi bianchi sul colmo, a mo' di sciarpa elegante. Fu la favorita di Bianca che riuscì a venderla, me presente, per ben sessanta euro. La signora in questione, felice di pagare, mi volle conoscere. "Ecco l'artista!", disse Bianca e io, come parlasse di altri, mi voltai per conoscere anche io l'artista...
Andò avanti così per mesi di grazia e di affari e le bennibags prosperarono. Per Natale Bianca mi ordinò venticinque pochette che avrebbe regalato alle sue clienti più affezionate e io, tutta contenta, mi misi all'opera.
In più tagliai e cucii per lei un bel copridivano che oggi chissà sarà a Colonia in casa sua. Già, perché, l'eden mio con Bianca non doveva durare. La primavera successiva, non ricordo bene quando, Bianca tornò in Germania, con marito e figliolo e da allora non l'ho sentita più e me ne dispiaccio tanto.
Ma per le bennibags dovevano arrivare altri amici, altre amiche. E la prossima puntata, infatti sarà tutta dedicata alla mia amica Michelle, amica mia e delle bennibags...








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