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mercoledì 3 marzo 2021

Artigiana per caso, storia delle bennibags

 Bennibags, la storia.

Prima puntata...

Come un ramo fiorito in primavera



Nel 2010, dopo 25 anni di professione e 22 anni giornalista al Gazzettino di Venezia, mi sono trovata senza lavoro. Il giornale chiudeva la redazione romana e chi si è visto si è visto.

Mi ritrovai al parco, sfaccendata, io proprio io, disoccupata. Poi, un giorno, non so dove, lessi che l'Unione europea avrebbe bandito le buste di plastica per la spesa al supermercato e, ritrovando la mia antica passione per il cucito (bambina, facevamo a scuola applicazioni tecniche e anche cucivamo...), presi la notizia al balzo e passai dai pensieri ai fatti: con due stoffine che avevo in casa, una a righe, l'altra a fiori color arancio, tagliai e cucii le prime due borse. La prima, amatissima, fu compagna di molti viaggi. Uno, magnifico, nell''isola di Creta...

Sia come sia, amate come erano, le mie borsette avevano bisogno di un nome. Il nome è tutto, perché dare un nome vuol dire amare. Ed è tuto anche per il brand (anche se io non sapevo neppure che cosa fosse allora). Mi dissi:  "Devo pur chiamarle in qualche modo". E così, giocando con il mio nome, Benedetta, finii per chiamarle "bennibags". Con un pennarello per tessuti scrissi le prime etichette, terminando la "s" con un fiorellino...

 Guardavo al futuro con un sorriso, pieno di speranze per il nuovo piccolo corso della mia vita. E cominciai a darmi da fare...




Fu camminando per il Rione Monti (dove vivo). a Roma, con una bennibag colma di prodotti del supermarket, che trovai le mie prime clienti. Senza borse di plastica, bisognava pur mettere da qualche parte, pane, pasta, uova, burro e noci, no? La risposta? Una bennibag!
Era iniziata la mia avventura. Mi accorsi fin da subito che le borse nascevano da una strana magia che si realizzava dentro di me. C'era soltanto un modo per confezionare quella particolare bennibag e io dovevo trovarlo. Ogni bennibag nuova, unica, nasceva in un'armonia che metteva d'accordo cuore, anima, mani, mente.  Portata da ali angeliche, ogni volta, non so come, trovavo la quadratura del cerchio, che era per me l'unico modo giusto per ornare la tale borsina o tal'altra borsina...
La storia continua domani, con il primo incontro importante: Bianca!


 



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