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sabato 27 marzo 2021

Stilum Curiae giornalisti ai tempi del Covid 19

 

Un vestito con stoffa parigina tutto fatto da me e io, modella...

Ho scritto un pezzo sui giornalisti non giornalisti di oggi, rimpiangendo i tempi miei quando il mestiere era un mestiere e non una sudditanza.

https://www.marcotosatti.com/2021/03/26/benedetta-de-vito-ma-che-fine-hanno-fatto-i-giornalisti-in-italia-quelli-veri-dico/

e ho avuto anche l'onore di una risposta che potrete leggere qui:

https://www.marcotosatti.com/2021/03/27/pezzo-grosso-risponde-a-bdv-so-io-dove-sono-andati-i-giornalisti/

E vorrei ringraziare, qui nel mio angoletto, Antonella per le sue dolcissime parole! E Pezzo Grosso per avermi onorato di una sua risposta...

sabato 20 marzo 2021

Viva San Giuseppe al Rione Monti

 

Bennibag mimetica al femminile, nel mio ora eta labora: https://www.misshobby.com/it/negozi/bebaboutique

Ieri, su Stilum Curiae è uscito un mio pezzo che parla del Rione Monti, dove abito, oramai privo della sua bella processione di San Giuseppe da ben due anni. Potrete leggerlo a questo https://www.marcotosatti.com/2021/03/19/bdv-e-la-melanconia-del-rione-monti-senza-il-viva-san-giuseppe/https://www.marcotosatti.com/2021/03/19/bdv-e-la-melanconia-del-rione-monti-senza-il-viva-san-giuseppe/
Potete leggere il pezzo anche qui sul bel sito di Giampaolo Pepe, "Storie di territori"

lunedì 15 marzo 2021

Bennicards, Giulia e nostalgia

Bennibags

 nona puntata, la storia continua



 Tra le perle dell'erba


Non solo bennibags. Un pomeriggio di sabato, di qualche anno fa, Michelle, della Librinecessari, e io decidemmo di aprire la sua piccola grotta ai bambini del Rione Monti e di organizzare, lei prestando il luogo io il materiale, il tempo e l'impegno, un pomeriggio creativo. Eccomi, dunque, con un piccolo trolley pieno di pezzetti di stoffa, cartoncini, lustrini, cartone, colla, forbici e altro materiale, ad attendere i bambini e l'appuntamento era, mi pare alle cinque. Ne arrivarono pochi, certo, ma con quei pochi fu una festa grandissima. tagliare, creare, e intanto ridere e divertirci per tre ore insieme. Purtroppo non ho le foto delle splendide cartoline che ognuno di loro creò per mamma e papà. E mi dispiace tanto! Così ne metto di mie, che valgono poco, ma tant'è...




Per ogni bambino, avevo cucito un grembiulino con su una luna, un bimbetto, una cosetta divertente. E ieri, domenica, ho ricevuto una foto tenera da una delle bimbe che avevano partecipato - e una piccola che mi è molto cara (anche sua sorella) - così posso regalarvi la foto di Giulia che indossa ancora il grembiule, il benniap, che le ho confezionato tanti anni fa, per cucinare insieme alla sua mamma e passare un poco di tempo in questo difficile periodo di chiusura...



Grazie dolcissima Giulia!


sabato 13 marzo 2021

Parigi, mon amour: storia delle bennibags

Bennibags, https://www.misshobby.com/it/negozi/bebaboutique

la storia, ottava puntata

Giardini segreti

Una Pasqua di mille anni fa, vista con gli occhi tristi del Lockdown di oggi, con marito e figlio, eccomi a Parigi. C'era il pane profumato, il formaggio puzzolente, c'erano i bei negozini di vestiti, c'erano i musei, i ristorantini, la Senna pigra, c'erano le stradine e le chiese parigine. C'era tutto l'incanto della Capitale francese che amo e c'eravamo noi, in un alberghetto al Quartiere latino, che vivevamo come sospesi nella delizia di una bolla tutta mia e nostra.


Io (un poco accigliata, forse perché non potevo guardare le stoffe in santa pace), a Parigi, con le mie due bennibags del cuore!



Una mattina, proprio il lunedì dell'Angelo (dopo la messa a Notre Dame che ancora non era stata incendiata) eccoci sulla metropolitana diretti al quartiere di Montmartre e alla Chiesa del Sacro Cuore di Gesù che si raggiunge con un ascensore.
Saliamo, la vista è spettacolo e così il cuore palpita più vicino al cielo e al Signore che lo benedice attirandolo a sé.
Il mio libro, il mio cuore acceso d'amore per il Signore
D'un tratto, guardando giù proprio nelle viuzze di Montmartre, mi pare di vedere un banchetto colorato. Di stoffe! Esclamo e ai miei basiti chiedo di poter andare a vedere. E così scendo e trovo, aperto, il Marché Saint Pierre e tanti di quei tessuti, belli e colorati, su un tavolo all'aperto! Oh meraviglia! Ce n'è troppi per poter scegliere con marito e figlio sbuffanti...
Così il giorno seguente, l'ultimo per noi, prendo sola soletta la metropolitana e tutta in me mi immergo nel paradiso delle stoffe di Montmartre. Scopro prestissimo, pur parlando maluccio il francese, che le parigine ancora cuciono e ancora si comperano i modellini proprio qui!
Ho terminato il mio giro con una busta pesante piena di tessuti che sono stati la mia gioia e la mia delizia per molti mesi, tornata in Italia.


Vestito estivo con stoffa parigina, bennifrock


E ora, per farmi un bel regalo, sono andata sul sito del Marché Saint Pierre e ho fatto shopping. Qui il link per voi: 
Hanno delle splendide offerte: 
https://www.marchesaintpierre.com/179-coupons-3-metres


 

giovedì 11 marzo 2021

Nina e le bennibags

la storia, settima puntata

 



Vi presento Nina, che mi è cara, brasiliana, bella, elegante, che è non solo mia cliente (nella foto porta con grazia una bennibag), ma anche - diciamo - musa ispiratrice. Nel senso che, ogni tanto, dal Brasile, mi manda la foto di una borsina che le piace, chiedendomi indirettamente di copiarla. Cosa che io faccio volentieri. Sua l'idea della bennibag doppia, la bennibag mamma e figlio...
Non solo. Nina, che nel posto importante dove lavora, è considerata punto di riferimento quanto a stile ed eleganza, ha venduto per me le bennibags alle sue amiche e colleghe. Qui sotto, una di loro, carinissima, molto simpatica, dal sorriso contagiante e abbracciata alla sua bennibag arancio e azzurra.


Pochi giorni fa,  Nina mi ha mandato la foto di una borsetta che le piaceva (e anche a me).. Si trattava di una sorta di zainetto con manici. L'ho studiata, mi sono ispirata con tutorial su internet, ho trovato la stoffa giusta e da così



è diventata come la vedete qui.




Bennibags a Jericoacoara!


E ora saluto tutti i miei pochi lettori e aspetto che arrivi domani per raccontare di un certo mio viaggio a Parigi (che amo moltissimo) di come la Capitale francese, a modo suo, è arrivata fino a me, nonostante le frontiere chiuse e il precipizio in cui siamo incappati...











mercoledì 10 marzo 2021

Bennibags: VI puntata., stoffe e tessuti miei


 Nella bellezza sfolgorante di Roma

Bennibags.https://www.misshobby.com/it/negozi/bebaboutique

Sesta puntata, stoffe e tessuti miei

Passavano gli anni e continuavo a tagliare e a cucire le mie bennibags. E non solo. Presto arrivarono i cuscinetti da lettura. Per un Natale di qualche anno fa ne fabbricai una ventina per una cliente che amava leggere. Ne tagliai tanti e ognuno bello a modo suo. Poi, per una certa casa sarda, tagliai e cucii dei cuscini grandi per rendere unico un angoletto di eden italiano



Piccoli...

e grandi...


Prima di continuare lasciatemi aprire una parentesi sulle stoffe che sono la mia grande passione. Mia madre, al tatto, le riconosceva e riconosceva a naso ordito e trama. Io, più moderna, ne assaggio il tenero fraseggio tra le mani, assaporo l'armonia di colori e disegni e cerco di sceglier, nel mucchio, quella giusta. Che è poi, diciamo così, il companatico del cucir le bennibags. Stoffe ne ho trovate un poco ovunque. Nei mercatini, ad esempio in quello della Piramide, perdo qualche mezz'ora con le mani tra la biancheria. A volte, un musetto grazioso compare tra i tanti banali e si possono trovare piccoli tesori. Se si ha un colpo di fortuna, ecco le stoffe spagnole che sono perfette per coprire i divani e anche per le bennibags perché sono stoffe robuste che non vanno bene per i vestiti...

stoffa spagnola 


 Molte stoffe mi sono state regalate dalle vicine di casa, amiche e anche conoscenti. Altre le ho comperate io nei negozietti più diversi.

 A Roma, ad esempio, mi arrampico, in metropolitana, su fino a Battistini dove, camminando lungo una via ampia e soleggiata, c'è un bel posto di Diffusione tessile.



Trovo stoffe belle (a volte) nel Mercatino dell'usato di Santa Croce in Gerusalemme. Bisogna andare al reparto abiti e lì domandare alla signorina di aprire un armadietto dove sono stipate stoffe e tessuti d'estate e d'inverno. 

Durante il lock down, lo scorso anno, ne acquistai di tirolesi alla Cooperativa di Cortina. E fu il cellulare a guidare le scelte e una gentilissima signora a farmi da guida. Con queste stoffe feci felici sette bambine belle, ma questa è un'altra storia e la racconterò più avanti...

E ora passo e chiudo, domani vi racconterò di Parigi e di una bella signora brasiliana di nome Nina


martedì 9 marzo 2021

Storia delle Bennibags: quinta puntata

  Danzando e cucendo




Bennibags, la storia.

Quinta puntata

Una cliente speciale e i bennibags-party

Come in tutte le cose, anche nella storia delle bennibags vi furono gli alti e i bassi. Periodi in cui vendevo bene le borse e venivano apprezzate, altre in cui languivano nella vecchia valigia che era stata di mio padre e che avevo salvato dalla spazzatura quando lui non aveva avuto più bisogno di valigie, essendo partito per sempre, nudo come era nato...

La cliente misteriosa...

E mentre il mondo si faceva freddino e distratto, una sola cliente è sempre stata fedele alle bennibags, comperandone a mazzi e distribuendole ad amiche, parenti, conoscenti e persino alla sua parrucchiera. Il nome non lo dico e lo tengo per me, ma è una persona che ha gusto e charme e che mi ispira, come la zia Lucia, quando si tratta di confezionare borsine, pochette, cuscini...




Io, padrona di casa, con un vestito da me realizzato con un pezzo di stoffa comperata per un tozzo di pane in un negozino padovano



Un ranner che avrei potuto usare per il bennibags party


E dopo il tributo alla mia cliente più fedele, ecco un'altra trovata che ebbi per far pubblicità alle mie bennibags. Mi inventai i "Bennybags parties". Il primo, lo ricordo bene, si celebrò nel giorno di Santa Lucia e misi una bellissima statuina della dolce Santa sul tavolo dove avevo posto tante cosine buone da mangiare e da bere. Quella prima festa, pre-natalizia, in cu offrii anche la cena, fu un gran successo. Vennero amiche e amiche di amiche e le borse andarono via, in gran corsa e io felice.

In questa foto bella, Gisele, bella, con la sua bennibag!

domenica 7 marzo 2021

Otto marzo color pastello



Ieri, un runner, color manto della Madonna e color arancio, con pizzi bianchi al centro

 Per oggi, 8 marzo, niente storia delle bennibags, ma un mio piccolo, modesto pezzo per Storie di territori che potrete leggere qui: https://storiediterritori.com/2021/03/07/un-otto-marzo-color-pastello/

sabato 6 marzo 2021

Avanti, in alto il cuore bennibags!

 

Camminando su fiori di marmo

Bennibags, la storia

Quarta puntata

Giampiero


Prendete un grammo di simpatia con la barba, mischiatelo con un chilo di filosofia alla marmellata, mettetelo a guardia di un box pieno di libri, volumi, riviste, ninnoli e rigatterie e troverete, bell'e fatto, il mio caro amico Giampiero, anima del sito libridiieri http://www.libridiieri.it/ e che ha venduto, da sempre, libri bellissimi in giro per il mondo.

Ci conoscevamo da tempo, lui e io, avendo i figlioli a frequentar le stesse classi a scuola e così, un giorno, sapendo che lui pure faceva mercatini in giro per Roma, gli domandai se potevamo farli insieme, così in leggerezza, libri e bennibags che sono sempre andati d'accordo. Da poco, infatti, avevo tagliato e cucito una linea di bennibags per una piccola casa editrice "Lantana editori" che erano state vendute durante la fiera "Più liberi, più libri"...

Un caffè, riposando...


Si partì qualche domenica più avanti, al mercatino di Piazza Augusto imperatore. La sveglia era alle sei e avevo già tutto pronto dalla sera prima, tutte le borse ben stirate, profumate, piegate, forbici, nastri, bustine, compresa la carta colorata per chi voleva fare un regalino di una bennibag.

"Vestiti a strati", mi disse Giampiero e io ubbidii perché al mattino fa freddo il pomeriggio meno e bisogna essere sempre spigliati e sorridenti e mai sembrare un tucano al Polo Nord. Ero l'unica, lo ricordo come fosse ieri, a vendere artigianato. Tutto il mio intorno vibrava di vintage e antiquariato. Gli acquirenti, età media più della mia, interessati a vecchi orologi, orecchini anni Trenta, stampe, libri antichi. Le ore passavano e non vendevo un bel nulla. Poi, d'un tratto, a cavallo di una bicicletta giunse spedito da me un signore dai capelli d'argento. Mi disse che davvero gli piacevano le mie borse, e chissà come era riuscito a vederle, e voleva comperane qualcuna. Passai del tempo con lui a scegliere le più adatte e mi sorpresi del suo gusto e dei commenti che faceva. Mi disse anche (e non fu il solo) che dovevo imparare a mettere su il banco (cosa difficile assai), a renderlo più appetitoso. L'ho imparato a fare molto, ma molto tempo dopo, quando il Covid ha ucciso tutto quanto.

Borse svenute sul banco... NO!

Un Bel Banco! SI!!!!

E torniamo a noi. Con Giampiero feci anche qualche mercatino al Car boot sale del Testaccio, dove si vendeva di tutto un poco e anche molte porcherie, robe di casa, tirate giù dagli armadi. Le prime due volte fu un successone: vendetti molte bennibags a signore che volevano sapere tutto di me e della tecnica che usavo e che mi fecero mille domande. Poi cominciarono i tempi magri e di crisi, cioè l'altroieri...

Giampiero si portava le bennibags anche al Festival dell'Unità e le vendeva insieme ai suoi libri di ieri. Mi disse che alcune onorevoli, e se no ricordo male anche Rosy Bindi, tutte piddine, si erano fermate e avevano acquistato ben cinque bennibags. Così anche il Festival dell'Unità portò fortuna a me, che comunista non sono stata mai, casomai cattolica romana, e ringrazio con una riverenza...



f
Rocchetti, spoline, aghi, spilli e nastri

Chiudo il cancello anche di questa puntata con questa bella grata di pampini e grappoli d'uva che ho trovato in una viuzza riposta del Rione Monti. A lunedì





 













giovedì 4 marzo 2021

La storia continua: bennibags al Pigneto


Io, artigiana per caso,
ape operosa

Bennibags, la storia.

Terza puntata

Michelle

Quando Bianca partì, mi sentii un poco perduta. Dove, come, quando avrei potuto riprendere la produzione, senza trovarmi con cataste di bennibags invendute? Vendere online mi sembrava, in quei miei inizi, come comperare un biglietto aereo per il pianeta Venere e altri negozi, in giro per Roma, non ne conoscevo. Così una mattina di primavera, già sbracciata per il sole caldo, a zonzo con i miei pensieri per il Rione Monti entro nella piccola libreria di Michelle Muller, la "Librinecessari" che ancora adesso è punto di riferimento per tutti i bibliofili del Rione. http://www.librinecessari.it/  



Mi capitava spesso, allora, di andare a far quattro parole con Michelle, perché, come forse sapete e comunque lo ripeto, io per anni sono stata giornalista e traduttrice e anche scrittrice e lo sono ancora. Così, da Michelle, trovavo il pane che necessitavo, i libri intorno e anche l'interlocutrice giusta per parlare di Katherine Mansfield, Elsa Morante e soprattutto della mia scrittrice preferita (che anche lei amava) cioè Dolores Prato.

Ma quel giorno le parlai a cuore aperto delle bennibags e lei, sempre pronta come è a partir per nuove avventure, si fece tutt'uno con il mio progetto. Avremmo fatto, insieme, qualche mercatino al Pigneto, dove lei apriva il suo banchetto ogni domenica. Poi, casomai, potevo vender le borse anche da lei. Ma tempo al tempo.

Prima di venir con me al Pigneto, vi invito a casa mia per un tè al limone ben zuccherato. Ecco il mio piccolo laboratorio e anche se la Necchi è stata sostituita da una Jenome, la sedia è sempre quella e il tavolino pure e tutti i miei rocchetti, le forbici, gli uncinetti e gli aghi. Tutto per lavorare come ape operosa.



Qui, invece, sono in cucina per preparare il vostro tè...


E avanti. Eccomi al Pigneto con Michelle, 

Con i mio bel tavolino foderato di cosine, cuoricini e bennibags. Ho sempre venduto, tolti i soldi dell'affitto che dividevo con Michelle, quel tanto che mi permetteva di mangiare qualcosina al bar e tornare a casa stanca ma con qualche piccolo euro in più e tanti nuovi amici. Ricordo Sabina, che faceva delle bellissime borse di fettuccia. Molti i ricordi, ma due per tutti. Un ragazzo pascolava su e giù per i banchi (alcuni, come me, vendevano borse e altre cose di stoffa). Si fermò , come vagabondo, un poco a curiosare senza aprir bocca e poi andò via e pensavo che non sarebbe tornato e invece eccolo da me e mi fa: "Ci sono banchi dove vendono borse fatte con precisione e perfette, ma le tue non so che cosa hanno, qualcosa di diverso e non so che cosa è. Ma qui voglio comperare il regalo per una mia cara amica". Scelse una bennibag e contento andò via. L'altra una ragazza che comprò una bennibag ispirata a un angelo musicante di Filippino Lippi della Cappella Carafa a Santa Maria sopra Minerva.
Poi Michelle, per il Natale successivo, decise di regalare una bennibag ai suoi clienti. Così le bennibags arrivarono anche al direttore di Repubblica che allora era, mi pare, Paolo Mauri. Ridemmo in delizia insieme quando mi raccontò di averlo visto confrontar le bennibags per decidere insieme a Michelle quale sarebbe stata più adatta alla moglie e quale, credo, alle figliole...
E ora, passo e chiudo, vi auguro una felice giornata marzolina e chiudo con questa fatina...