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giovedì 31 dicembre 2020

Come una sposa fortunata


Sull'attenti, in fortezza, per il nuovo anno



Se, in fiamme, il mio cuore arde nella Divina Presenza che lo conduce, non fa tuttavia fatica a discernere qui, sulla terra, i segni dell'eterno peccato che rende il cuore degli uomini duro. Mi basta poco, pochissimo, per capire che cosa si cela dietro uno sguardo di pietra, leggere i segreti pensieri ghiacciati, le intenzioni di grandine, i desideri di cardi e di spine. La verità mi chiama a entrare nell'anima di chi mi sta davanti e facile diventa, per me, seguire i sentieri suoi impervi lungo il cammino di caos che lo fa ondeggiare, amare e odiare insieme, costruire e distruggere al contempo. Un dono, per me, e forse anche una spina. Ma avanti anche tra il dileggio di chi, magari, finge di volerti bene o te ne vuole, soffrendo. Il giudizio non mi appartiene, solo la preghiera per il mondo bello che intorno danza e sorride e a volte fa smorfie di dolore...

Avanti, dunque, e ieri, andando alla messa, insieme a chi amo, mi è sembrato che le strade di Roma, sporche, abbandonate, tristi, vuote, fossero una spenta boutique della miseria: qui un paio di scarpe da ginnastica di marca abbandonate sul prato del Colle Oppio, più avanti, su Via Labicana, un paio di guanti da sci color ghiaccio e poi una tuta appallottolata all'angolo con via Merulana. Cammino, dolente, e mi accendo di gioia quando arrivo lì dove attendo la pace. Ma i cancelli sono chiusi e nessuno aspetta alla porta. Così, ce ne andiamo nella Basilica liberiana di Santa Maria Maggiore e il Te Deum, cantato di ardente gregoriano, riempie il vuoto,  in ringraziamento per le tribolazioni che sono temperino alla grazia. Poi, leggera, al ritorno, è tempo di preparare la cena e di brindare all'anno che oggi, bagnato come una sposa fortunata, è arrivato...    

mercoledì 30 dicembre 2020

Capodanno tra le rose

https://storiediterritori.com/  


https://www.marcotosatti.com/2021/01/01/de-vito-era-mezzanotte-e-il-2020-rotolo-addosso-a-noi-inconsapevoli/


Al link che è tetto delle mie parole, sia sul bel blog di Giampaolo Pepe, "Storie di territori", che sul sito di Marco Tosatti, ex vaticanista della Stampa, "Stilum Curiae" potrete trovare una piccola storia (mia) di Capodanno. Per ora, da qui, con il cuore caldo di pace, mando a tutti i miei (pochi) lettori un abbraccio e l'augurio che il mondo al contrario, tenuto ben fermo dalla regia mediatica e chissà da chi nei cieli artificiali lassù, si rimetta a piedi in giù, seguendo le orme dei pastori. Torneranno a fiorire le rose intorno alla culla del dolce Bambinello 

nato nei nostri cuori, in barba ai dippicciemme e al governo del Grinch! Buon anno!


Della serie le piccole sante di Benni, ecco la mia adorata Beata Elisabetta Canori Mora






martedì 29 dicembre 2020

Un articolo e tante piccole sante


Ho scritto per storie di territori questo piccolo pezzo natalizio che vi propongo a questo link: https://storiediterritori.com/2020/12/24/buon-natale-tra-il-presente-ed-i-ricordi/ 

E vi presento le mie piccole sante bambine: 

                                                                Santa Caterina


Santa Rita



Santa Caterina e la Beata Elisabetta Canori Mora


martedì 22 dicembre 2020

Sotto il cielo stellato di Betlemme

Auguro a tutti i miei (pochi) lettori un Natale sotto le stelle di Betlemme, costruendo alla Mezzanotte una piccola chiesa nel Cuore per accogliere il Santo Bambino, che, nonostante le tenebre che ci avvolgono, stringendoci alla gola e tappandoci il respiro, viene a salvarci.
Questa dolcissima cartolina di auguri mi è arrivata sulla mail da una piccola comunità di suore francesi che stanno salendo sul Calvario a causa della fedeltà al Signore. Questa la loro lettera che vi giro:

Care famiglie, cari amici,

Che gioia raggiungervi con questa mail, in questi giorni molto vicini alla bellissima Notte di Natale e all'alba di un nuovo anno.

Sì, siamo arrivati ​​a Natale e le nostre aspettative si sono avverate!

Sappiamo quanto ci sei stato, per noi, in questi ultimi anni, come Simone di Cirene, aiutandoci a salire questa Via Crucis consentita dal Signore ...

Vogliamo ringraziarti dal profondo del nostro cuore e dirti ancora una volta quanto siamo stati toccati.

Alcuni di voi hanno faticato di più, sia nel cogliere il significato di questo calvario, che nel comprendere le nostre scelte, ma siete rimasti vicini nonostante tutto, non importa quanto in lungo e in largo.


Anche a te vogliamo esprimere la nostra gratitudine, poiché ci hai costretti a chiarire sempre sia i fatti inerenti a questa situazione sia il motivo delle nostre scelte; e quindi siete stati con noi “collaboratori della Verità”, secondo la nostra prima preoccupazione da sempre.

Altri, tra i nostri amici, hanno scelto il silenzio e l'assenza; se ce ne pentiamo, vogliamo comunque ringraziarli qui anche per tutto quello che abbiamo ricevuto da loro, prima di questa terribile salita al Calvario.

Come sapete, dallo scorso 6 ottobre ci siamo ritrovati tutti a Castelnau d'Estrétefonds, presso la comunità Notre Dame du Bon Accueil, sede della nostra nuova associazione Redemptoris Mater.

Con questi ultimi giorni dell'anno 2020, si concludono anche per noi quattro anni dolorosi, in cui siamo diventati ancora più consapevoli della necessità di pregare e di offrire per la Chiesa e per chi ha ricevuto importanti missioni in il suo seno. Nulla di incoerente rispetto a ciò che rende la nostra vocazione a ciascuno: essere riparatori per la Chiesa e per il sacerdozio.

Continuiamo a vivere questa vocazione più che mai, nel silenzio e nella dedizione della nostra vita quotidiana.

Possano queste poche righe trovarvi tutti in buona salute fisica e soprattutto spirituale, impegnati solo a lavorare per la santità delle vostre anime, per la Gloria Maggiore del Dio-Bambino che è appena nato, perché tutto passa e Dio solo rimane!

 

Vi auguriamo con tutto il cuore un Santo e Buon Natale e un felicissimo anno nuovo 2021, sotto la protezione di Maria, Madre del Redentore.

La comunità Redemptoris Mater


Telefono: 09 51 74 75 52

(Non esitate a lasciare un messaggio in caso di assenza) Dalle ore 10.00 alle ore 12.00 / dalle ore 15.00 alle ore 17.30 / dalle ore 18.30 alle ore 19.30

 

E-mail: psm.ndba.castelnau@gmail.com


 

sabato 19 dicembre 2020

Moda veneziana



Da qualche tempo, mesi e forse già un anno, il sito del progetto Gutenberg, dove ero solita scaricare i miei viaggi nei libri, è chiuso e non so perché. Così mi sono ritrovata a muso bagnato e con la voglia di trovare altri mercati dove trovare il pane letterario per i miei denti che amano il buon cibo forte, scritto in salsa al ragù dei tempi passati. E l'ho trovato su Liber Liber, dal quale ho scaricato, all'inizio di dicembre un libro (anzi tanti libri) molto bello. Cioè la storia della Repubblica di Venezia, scritta da Giustina Renier Michiel, nata negli anni Cinquanta del Settecento e di famiglia dogale. E' un vero e proprio tesoretto, questo libro, perché questa dama intelligente, ironica e sofisticata, ha un modo tutto quanto suo per raccontare la storia con la S maiuscola: parte, infatti, dalla piccola storia delle feste veneziane. Ogni festa era figliola di un evento. C'era una festa per ricordar la presa di Costantinopoli e il Doge Enrico Dandolo, una per lo sposalizio del mare, un'altra per maritare le "tose" (e pagava la Repubblica) per render "grando" il popolo di Venezia. 

 E poi c'era la "Sensa", cioè il mercato dell'Ascensione (Sensa è il ciancicamento popolare di Ascensione...), in piazza San Marco, dove si trovava di tutto : legni, vetri, tappeti, spezie, balocchi. E, sentite un poco, che cosa c'era per la signore. La parola alla Michiel: "Non si può passar sotto silenzio l'antica usanza curiosa di esporre nel luogo più cospicuo della fiera una figura di cenci vestita da donna, la quale serviva da modello per la moda tutto l'anno". La Sensa era il Vogue veneziano! Di Giustina, ho altro da dire ma non adesso. Ora corro a fare il cappuccino a una persona che amo e auguro a tutti buona domenica con un sorriso azzurro e rosa.  

venerdì 18 dicembre 2020

Il governo del Grinch


 Il Grinch, il ladro del Natale inventato dal mitico doctor Seuss, esiste e non ha la faccia verde, ma quella di tutti i politici italiani e stranieri che, nei giorni santi, in cui il Bambinello adorato scende sulla terra a riaccendere d'amore i nostri cuori, chiudono a chiave il Paese e anche le chiese.  E così, privati della Santa messa di Pasqua ora ci apprestiamo a festeggiare un Natale rosso sangue, con tanti vuoti alberi scintillanti (e alcuni davvero orrendi) ad adornare strade e piazze dove non risuoneranno le risate dei bimbi e neppure il dolce chiacchierio dell'umanità tanto cara al Signore. Mentre, a San Pietro, il presepe dell'orrore sembra dire a Gesù di restare in cielo...

Il Natale del silenzio e della tristezza, lì dove invece, poiché  Cielo e terra, si incontrano nella notte di Betlemme, bisognerebbe giubilare e cantare, in gioia e tripudio dell'anima! Un capolavoro dei governi del Grinch!

Ma va bene e avanti, Gesù Bambino nasce nel segreto dei nostri cuori dove nessun dippicciemme potrà entrare e dove la corte del mondo al contrario di Casalino non ha udienza. E qualche giorno fa, in gioia, mentre parlavo al telefono con un caro amico, affacciandomi alla finestra, ho visto di nuovo il mio codirosso! Giocava a rincorrersi con un pettirosso. E questi era grassottello e rotondo di piume e quello snello, nell'elegante abito scuro con code vermiglie. A un certo punto, il codirosso, vedutami alla finestra, si è posato sulla ringhiera del terrazzo di fronte come per darmi un saluto e poi è volato via perché al Venerdì Santo dovrà volare fino al Calvario  a cercar di togliere la corona di spine al Signore e il viaggio è lungo per le sue tenere ali...





giovedì 17 dicembre 2020

Alberi e terrazzi

 Oggi, andando verso via dei Coronari, scendendo dalla scalinata di Magnanapoli, ho visto che c'è uno spelacchio per nulla spelacchio a Roma. L'albero è alto, svettante, pieno di palle rosse e argento e ai suoi piedi è steso  un tappeto di ciclamini bianchi e rosa. Non dico che sia brutto, no, ma avrei voluto vedervi, sotto, un presepe, come accadeva prima che arrivasse la signora Raggi a governare la città. Per me il Natale è il presepe e molto meno l'albero che in casa Ponti non si faceva punto...

Pazienza, mi consolo pensando ai brutti, orrendi alberi di Natale che deturpano, per come me li ha descritti un conoscente, la bellissima città di Firenze e ho anche una foto che mostra un cono rosso con decorazioni ispirate forse all'arte maya (ma venuta male) e su, in cima, al posto della stella che condusse i Re Magi alla grotta di Betlemme, una pallotta di serpentine di luce. E l'albero somiglia, mi pare, alla bottiglia di un profumo che io non comprerei mai perché anche nel packaging ci vuole un certo garbo, ovvia! 


E prima di chiuder questo post-prenatalizio vi svelo, come promesso, chi era il terrazzo della fotografia: nientemeno che quello dove passeggiavamo, durante la ricreazione, noi alunne dell'istituto Mater Dei. Allora era spoglio di piante e nudo di sedie e sedili, elegante e francescano in un modo religioso tutto suo. Noialtre, in divisa bianca e blu, eravamo in tinta con lui ed è per questo che i giapponesi, da Trinità dei Monti, consumavano, nel fotografarci, le loro pellicole...
Oggi, diviso a metà, è tutto arredato e fiorito di piante e, quando sono passata, scendendo due gradini della scalinata di San Sebastianello, riconoscendomi, mi ha salutato e voleva strapparsi di dosso  il suo vestito d'arlecchino...




martedì 15 dicembre 2020

Un altro articolo (mio) per Stilum Curiae

 https://www.marcotosatti.com/2020/12/15/viaggio-intorno-al-presepe-ai-presepi-ricordi-di-benedetta-de-vito/


All'indirizzo qui sopra potrete trovare, se vorrete, un mio articolo sul presepe. Chi amo ha bisogno del computer e io devo correr via...

Il prossimo post sarà dedicato a questo terrazzo, ma pazienza, e alla prossima. Buona serata a tutti con una riverenza!

lunedì 14 dicembre 2020

Canto di Natale

Una borsa chic per Maria Antonietta (regina che amo!)

 http://www.benoit-et-moi.fr/2020/2020/12/03/les-chaussures-rouges-de-benoit-xvi/

All'indirizzo qui sopra troverete il mio pezzo sulle scarpe rosse di Benedetto XVI tradotto in francese. Qui sotto, invece, in sintesi, è tradotto in inglese. Grazie! Troppo onore!

https://gloria.tv/post/4mQdwS81sEp32xbvZodJztZJ1

e di nuovo in francese:

https://gloria.tv/post/mEogSyG2ginu4fvmVoxoNhuCZ

E ora un breve pensiero sul concerto di Natale che si è tenuto ieri al Senato. I pochi politici presenti, con il becco di Paperino e gli occhi grigi di cenere, sembravano tutto fuorché natalizi. Dovrebbero sorridere invece, perché, nonostante Conte che non è conte, Speranza senza speranza, Boccia già bocciato, il Bambino nasce a Betlemme portando la sua luce di vita a tutti gli uomini, anche a quelli che gli voltano le spalle. Così via quei musi mesti, via l'espressione dolorosa del volto, nel cuore caldo nasce l'Amore!

Ma nel mondo al contrario, nel quale il Santo Padre fa un minuto di lugubre silenzio nel giorno di Pasqua, quando nostro Signore risorge (e bisognerebbe soltanto sciogliere a festa il suono delle campane), non stupisce più nulla. Neanche il fatto che, durante le messe dell'Avvento, non si canti più Tu scendi dalle stelle, che io canto da sola, nel mio cuore, tutto il giorno! 

sabato 12 dicembre 2020

I mostri del Presepe (di San Pietro)

L'8 dicembre, giorno dell'Immacolata (e del mio compleanno) ero a Piazza di Spagna a portare, insieme con molti altri, il mio profumato pensiero, in basso a sinistra, tutto vestito di bianco...



alla dolcissima Signora che dall'alto ci aiuta e ci guida. 



Tornando a casa, dalle parti del parco di Sant'Andrea, pattinando sotto la pioggia, eccomi a gambe all'aria e poi giù di schianto, sul braccio sinistro. La mano come un palloncino gonfiato. Così, nel pomeriggio, mogia e un poco rattoppata da un'aspirina, mi sono messa a fare il mio presepe che certo non è un capolavoro ma è vestito di grazia e fatto con il cuore.


Non come il presepe di San Pietro in cui compaiono mostri, alieni, sfingi egizie, losche figure da incubo e di tenebra

e che è, con buonapace dei ragazzi abruzzesi di Castelli che lo hanno realizzato e che ce l'hanno messa tutta, cordialmente agghiacciante e orrendo!
A proposito, questa sera mi hanno chiamato Barbablu, la strega di Biancaneve e Crudelia Demon offesi perché non avevano il loro posticino nel presepe dei mostri di piazza San Pietro. Una risata amara...




 

giovedì 3 dicembre 2020

Maria Borgese su Liber Liber

 


La brutta notizia è che il signor Conte (che non è Conte) detta legge sul nostro Natale e dichiara guerra al dolce Bambinello che, secondo il signor Boccia (bocciato anche nel nome) può benissimo nascere due ore prima... E lasciamoli lungo la via larga, piena di mascherine e di disinfettante...

Noi, invece, lungo la vis stretta rechiamoci a Lucca, e torniamo indietro nel tempo fino ad arrivare alla metà dell'Ottocento quando, nella città del Volto Santo, visse Bettina, protagonista di uno splendido romanzo breve di Maria Borgese, "Quelli che vennero prima" che potrete trovare su Liber Liberhttps://www.liberliber.it/online/quelli-che-vennero-primamaria-borgese/ e scaricarlo gratuitamente per qualche ora di ossigenante bella scrittura e di intreccio appassionante. Perché la piccola storia di questa dolce signora mal maritata (che pure resta fedele alla promessa fatta davanti all'Altare) si intreccia con la grande storia, che è quella dell'Unità d'Italia, e, per  una volta il Risorgimento torna ad essere, inglorioso, quello che fu, cioè una storia di sopraffazione da parte di un pesce grande nei riguardi di un pesciolino.

 Chi, come me, è stanco del mondo all'incontrario, che non cammina più sull'asse d'equilibrio costruita per noi in grazia dal Creatore troverà in queste poche pagine il vero ristoro (che non è fatto di denaro, come quello di Giuseppe Conte) ma di serenità del cuore. E domani altro ancora, per leggere bei libri e non trovarsi, come la sottoscritta l'altro ieri, alla libreria Mondadori a sfogliare pagine di best seller che somigliano desolatamente alle trame di Netflix, in uno stile banale, tirato via, inelegante. In una parola: brutto. E meno male, perché così i venti euro che avevo in tasca mi sono rimasti in tasca... 

Il Presepe e le scarpe rosse

 

Medicine bag degli indiani d'America nel mio negozio Misshobby https://www.misshobby.com/it/negozi/bebaboutique
 
Come ho già più volte detto, sono tornata al mio antico mestiere di giornalista e, collaborando con diversi siti, scrivo di questo e di quello, ma sempre le cose che amo e che mi interessano.

Qui https://storiediterritori.com/2020/12/02/si-avvicina-natale-e-ormai-tempo-di-fare-il-presepe/ potrete trovare un mio articolo sul presepe, con ricordi miei e anche un poco di storia che non guasta mai. Scoprirete, così, chi è Benibo il pastorello dormiente della Notte Santa e scoprirete perché i pettirossi hanno il petto color sangue...

A proposito di rosso, troverete qui https://www.marcotosatti.com/2020/12/02/benedetta-de-vito-le-scarpe-rosse-ricordo-dellumile-benedetto-xvi/ un articolo sulle scarpe rosse di Benedetto XVI, il Papa del mio cuore, che io chiamo tra me e e me Benni...

Domani, invece, cose nuove nuove, tutte per il mio piccolo blog...