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lunedì 28 settembre 2020

Sul terrazzino alato

 Da lontano e aiutata nella comprensione dal mio amico Marco e dai suoi bei vocali, osservo quanto accade dentro le mura leonine, che paion essere ormai cintura alla profanita. Li dove splendeva la veritas che muore e risorge non ci sono che parole confuse, parolacce, e latinorum. Sotto la protezione di San Michele Arcangelo, che oggi festeggiamo, il piccolo gregge fedele si muove forte, sicuro,


nel nascondimento. E io con lui.

Intanto vi presento il gatto che si è fatto largo nel mio cuore in questo tempo sospeso sul terrazzino alato di casa mia...



sabato 26 settembre 2020

Un rosario sulla spiaggia


 I cavalloni eleganti nella loro livrea bianca si rincorrono su un mare azzurro argento mentre il maestrale flagella la rena, solevandola in mulinelli e gorghi. Dall'alto osservo la tempesta che è poca cosa, penso, in confronto al tifone che ha messo gli uomini uno contro l'altro e con la museruola. Non dan pace le spire di menzogna del serpente antico che sghignazza in certi visi e splende pavonazzo in certi brutti film...

Io, in eremitaggio, prego e per farlo sulla spiaggia disegno il mio personale rosario di sassolini e conchiglie mentre volano le ore ed è già sera. 


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sabato 19 settembre 2020

Sulla scalinata di San Pietro in Vincoli

 


Queste bennibags e molte altre nel mio negozio . Vi aspetto!


Ieri o ieri l'altro, non ricordo, ho rivisto in televisione il virologo dei pupazzetti in forma di animali. Aveva di qua due zebre e un' antilope, un leone sbucava, ruggendo, dai libri, e in placida solitudine sulla destra, due o tre elefanti. Mi chiedo nel linguaggio cifrato che rappresentano qual è il loro significato... Io, invece, dei pupazzetti guardavo questo signore in giacca e cravatta e vedevo qualcun altro dietro alle sue spalle e poi, mentre parlava, ho notato che trema tutto e sembra dire "no, no, no", cioè non credete alle mie parole. E il suo tremolio mi pare più vero delle sue tante parole confuse.

In televisione poi ho sentito la solita manfrina sugli immigrati irregolari "con problemi psichici" che tiranneggiano o accoltellano gli italiani e un coro di giornalisti (si fa per dire...) a fare il tiro a segno su qualche balordo italiano che, per carità, nessuno intende difendere. Ma questa impar condicio non piacerebbe di certo ad Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica. Forse non dovrebbe piacere neanche a Sergio Mattarella che tace.  E neanche a me. Io so, perché abitando a Roma lo vedo, quanto violenta è l'azione di alcuni stranieri irregolari che, ad esempio, occupano, impuniti, con materassi e masserizie, la scalinata che porta a San Pietro in Vicoli, impossessandosene senza permettere ad altri di salire i gradini per ammirare, magari, il Mosè di Michelangelo oppure, come capita a me, per andare a messa. Questa è violenza, punto.

Quanto ai sacerdoti, che pure amo nella loro missione apostolica, credo che invece di dare panini e soldi a queste persone, dovrebbero fare come nostro Signore che non dava soldi e il pane soltanto durante la moltiplicazione miracolosa, ma guariva l'anima. E guarendo l'anima guariva anche il corpo, insegnando a ciascuno a portare la sua Croce, senza scaricarla sempre sul prossimo...


martedì 15 settembre 2020

Una poesia al supermarket

 


Da quando hanno aperto a Roma l'Esselunga, ogni tal giorno della settimana ho un appuntamento segreto con mio marito e, insieme, sfrecciando lungo la Prenestina, eccoci al baretto del supermercato, un supermarket enorme, e poi, carrellone vuoto alla mano, in giro per i vasti corridoi di questo supermercato milanese sbarcato anche nella Capitale. Io uso moltissimo i prodotti smart che sono davvero a buon mercato e di ottima qualità. E vorrei dire anche di tutto il resto ma basta con la pubblicità.

Perché vorrei scrivere d'altro e cioè del piccolo, magico incontro che ho avuto ieri, all'Esselunga, con una bimbina di massimo due anni che, con la mamma, era lì a fare la spesa. Eravamo di fronte a una di quelle piramidi di cosmetici. E in cima c'erano fard, rossetti e matite per gli occhi e sotto cremine con su disegni tanto carini che ti vien voglia di comprarli solo per portarti a casa quelle fragolette, le roselline, le violette. Io chinata giù ad ammirarle e la bimbina pure lei. "Hai visto la fragolina che carina?", le ho detto e lei era tutta occhi e mi ha sorriso. Poi ha indicato la fragolina. Sua madre, in alto, rovistava tra i trucchi. La bimbina e io continuavamo il nostro dialogo muto che aveva per argomento i disegnini sulle confezioni di crema per la pelle. E si svolgeva così. Lei indicava con l'indice e io dicevo: E' una rosa, che carina!" e così via.

Poi d'un tratto sua madre le ha detto dai andiamo su. E lei ubbidiente, ma i piedi non si muovevano e li aveva incollati accanto ai miei. "Ciao" le ho detto, facendo sventolare le cinque dita, ciao ciao ciao, vai, vai con la mamma. Lei staccate le manine dai fianchi ha preso a salutarmi e lo ha fatto fino a quando, dopo avermi dato un'occhiata lunga lunga, non è sparita dietro l'angolo di fronte al reparto frigo delle offerte speciali. Una poesia al supermarket.

lunedì 14 settembre 2020

Savonarola è tornato!

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Visita il mio negozio, compera una bennibag frutto del mio ora et labora, contiene felicità...


Questa mattina, sveglia e grilla, come sempre, quando il sole fa capolino tra le coltri blu scure della notte, ho trovato nella mia mail, alla casella, spam, il seguente messaggio che è tutto fuorché spam e che qui riporto fedelmente e integro per come mi è giunto e lo metto in caratteri enormi:  Non potete crederci? Eppure è così: sono tornato!


Perché ho troppe cose da dire, anzi, da urlare.
Mi sono aggiornato tecnologicamente e ho creato una mia pagina Facebook. In questa mail trovate il link alla mia prima predica, pardon, al mio primo post.
Vi prego di non concentrarvi su "chi parla" e sulla sua autorevolezza (Savonarola dixit!), ponete attenzione piuttosto a "ciò che viene detto", concentrate l'attenzione sui contenuti della predica.
Ricordate che il Maestro dei maestri, San Tommaso, ripeteva: "omne verum a quocumque dicatur a Spiritu Sancto est" (ogni Verità, da qualsivoglia persona venga detta, proviene dallo Spirito Santo).
Buona lettura e... non mancate di partecipare alle mie prediche, non mancate di far sapere che la voce di Fra Girolamo ha ripreso a tuonare.

E' uscita anche sul sito Stilum Curiae di Marco Tosatti (che amo)

L'uomo dei piccioni ai Monti

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Ieri mattina mentre scrivevo quello di cui un giorno scriverò (ma per ora è una sorpresa) mi sono perduta in un bozzetto agreste nel bel centro di Roma. E ho raccontato dei piccioni che vanno e vengono dal cielo a un angolino di verde arrampicato su un tetto di tegole rosse che sta proprio davanti a casa mia. Non mi aspettavo certo che quel piccolo post ottenesse, in un giorno e mezzo, 285 visite, abituata come sono a raggiungerne, dopo la riapertura, un massimo di 10-12. Invece, verso le dodici di ieri, i numeri tenevano per mano i successivi e un, due, tre, mi sono ritrovata a quota 50 e poi su su fino al numero di oggi: 285. Dunque, pur non sapendo che cosa è successo e come mai ringrazio quanti hanno usato il loro tempo prezioso per leggere quello che avevo scritto.

Così in questo giorno santo, che mi ha vista ala messa di Sant'Agata dei Goti, saluto tutti quanti e anche l'uomo dei piccioni che è un tipo francese, un senzatetto che conosco dai tempi in cui distribuivo panni e panini a San Quirico, un solitario e anche un musone che te lo raccomando e che al mattino prestissimo, ora, incontro sulla salitella Borgia, mentre mi reco a San Pietro in vincoli, mentre tra un volo pazzo di piccioni, sbriciola pan vecchio per i colombi e una volta l'ho visto persino sorridere...  

sabato 12 settembre 2020

Buona domenica a tutti!

 

https://www.misshobby.com/it/negozi/bebaboutique  Bennibag Libera, per comperarla, leggiadra e libera come è, vi invito a fare un giretto nella mia boutique. L'indirizzo è qui sopra!


Sul tetto di un palazzo romano che sta sul naso allo studio dove scrivo questo blog, c'è, ma per davvero, un piccolo giardino pensile dell'antica Babilonia. E' un su e giù di tegole rosse, inselvatichito per le erbe e i fiori che lì crescono senza che nessuno se ne curi. Un venticello fresco a volte scuote le pianticelle che sembrano gioire al solicello che sorge. E in quel cuore verde, nel grigio romano, si rifugiano, alla mattina presto, tanti colombi che lì, in gioia, saltellano e, in semplicità, stan fermi nel verde. Dalla grondaia poi, gonfia si vede d'acqua, bevono e a volte volano via, in pazzi ghirigori, per ritornare poi al posto facendo due silenziose chiacchiere con i fratelli. E tutti quanti sono tanto eleganti nelle loro tutine grige e viola che paiono vestiti da sera nel giorno che splende.

A me, solo a guardarli, vien su dal cuore come un senso di gioia, pace, stupore e meraviglia insieme per vederli tanto felici per così poco. E mentre i piccioni, andando e venendo (ora non ce n'è più neppure uno...) vanno e vengono, continuando a farsi i casi loro, io saluto San Giovanni Crisostomo (che oggi si ricorda e festeggia nelle sue dorate parole) e spero che, camminando nella Comunione dei Santi, sia distratto dagli altri che come lui vivono nella grazia e abbia le orecchie ben turate per non sentire le ultime sparate che vengono da casa Santa Marta...

Buona domenica a tutti!  

A San Vitale

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Ricordatevi di fare una visitina alla mia boutique!

Siccome le cose nel mondo cambian poco e, per me, punto, per capire come lavorano gli amici che non sono amici, vorrei portarvi, salendo sul mantello volante di San Francesco da Paola, nella stupenda basilica di San Vitale che si trova lungo la via Nazionale a Roma. Preparatevi a scender verso il centro della terra perché, in rapida discesa, una scalinata ampia vi porta all'interno della chiesa intitolata a quattro Santi, padre (Vitale), madre (Valeria) e i loro due figlioli, cioè Gervasio e Protasio, che erano gemelli. E prima di continuare nella gita, sempre sul mantello del Santo calabrese che ebbe dal Re di Francia, in dono, il monticello romano della Trinità dei Monti, rechiamoci per un tempo che è quasi non tempo a Sant'Ambrogio a Milano, dove il vescovo di Milano volle, nella sua basilica, una cappella dedicata ai due martiri gemelli. Il motivo? Ambrogio era gemello di un altro santo, San Satiro, proprio come i due figli di Vitale...

E ora torniamo a San Vitale, tutta affrescata in finte colonne e scene di martirio: davvero stupenda! Ma avviciniamoci all'altare e, da sotto in su, ammiriamo l'affresco che è sull'abside dell'altar maggiore. La scena è drammatica: Cristo sale sul Calvario, carico della pesante Croce. Tutt'intorno tante figure, ma impossibile non focalizzare lo sguardo appuntito su una figura di uomo dal viso maligno, con una specie di scuffia rossa in capo, che sembra dare una mano al Salvatore, sostenendo la Croce. Sembra, appunto, ma non è. Guardate meglio e vedrete che quel losco figuro, sta schiacciando la Croce sulle spalle di nostro Signore. Anche lui, un finto amico...

Gli amici non sono amici

Bisogna avere un cuore di velluto rosa per camminar nella pace...
https://www.misshobby.com/it/negozi/bebaboutique: l'indirizzo del mio nnegosio su Miss Hobby, dove vendo il cuore di velluto rosa e le mie bennibags...
 Dopo qualche giorno di tempesta, ho ripreso, nella grazia, a camminare sui marosi, che pure imperversano in questo povero Paese dove gli amici non sono amici, ma nessuno se ne accorge. Dicevo, dunque, che ripreso il passo sereno, in corda tesa tenuta da lassù, procedendo insieme alla mia Tecla, mi sono recata di buon ora alla Santa Messa a San Pietro in Vincoli, dove in pochi, con i canonici regolari lateranensi, siamo cantare le lodi mattutine e poi a stare un poco così, al calduccio, insieme a chi ci ama davvero. Gli altri, quelli che dicono di amarci, chiudendo le isole, imbavagliando il muso della gente e facendo di tutto per rendere di spine il viver quotidiano (che a loro non appartiene), nascondono altro dietro il viso sorridente, sotto i capelli, nelle profondità del cuore di pietra. Ma, via, se nessuno se ne accorge, quel che vedo io lo terrò in tacito segreto, per me. E vado a raccontar che cosa ho sentito al supermercato Il Castoro che guarda in faccia la stupenda Basilica (che amo) di Santa Maria Maggiore. Era un colloquio tra due genitori che raccontavano la malasorte di essere fanciullo oggi e di andar, dopodomani, nella scuola apparecchiata dai finti amici di cui sopra. Non sono da sola ad ascoltare l'orrore delle scuole-lager, perché una signora con i capelli bianchi, che incontro spesso alla Santa messa, intervenendo, ridente, dice: "Mi par che state descrivendo un lager tedesco, non una scuola per anime innocenti..." Così passo e chiudo e in danza auguro a tutti, con un bel mazzolino di violette, un sabato sprint e una radiosa domenica baciata dal Signore.

giovedì 10 settembre 2020

Uno zefiretto di pace

 


Qualche giorno fa su Stilum Curiae, il sito di Marco Tosatti, che era vaticanista alla Stampa quando al Gazzettino vaticanista era il decano di tutti quanti i vaticanisti, cioè Arcangelo Paglialunga (che era il mio vicino di banco, per dire così e grande amico dell'allora Cardinale Ratzinger di cui mi parlava spesso e del quale conservo qualche lettera in comunione spirituale), è uscito un bel racconto di Alfonso Indelicato, che troverete al link qui sotto:

https://www.marcotosatti.com/2020/09/09/ite-missa-est-un-racconto-di-alfonso-indelicato/

E in queste poche righe, scritte con pacatezza, umiltà e sapienza c'è tutto il dramma che sta vivendo la Chiesa cattolica, cioè universale, in tutto il mondo. Vi lascio alla sorpresa e alla gioia di leggere un racconto davvero bello e anche, a modo suo, tenero perché il protagonista Don Balivo somiglia a un prete vero, come non ce ne sono quasi più, un Curato d'Ars redivivo che fa soffiar nel cuore uno zefiretto di pace. Vi lascio alla scoperta perché è in quel che scrive Indelicato, secondo me, al di là di Amoris Laetitia e di tutte le chiacchiere contraddittorie di Francesco e della follia di questa triste chiesa in uscita (forse, mi dico, in uscita di senno..) che si cela il vero busillis. Ed ecco perché, cosa che io mi rifiuto di fare, i pochi che ancora vanno a messa (come la sottoscritta) prendono senza farsi problemi l'Eucarestia in mano come fosse un pop corn. Vabbè, oggi c'è in me quel poco d'amarezza per vedere la liturgia calpestata, i sacerdoti smagati, la Santa battaglia svilita. Ma domani è un altro giorno come direbbe Rossella O'Hara che, lo scopriamo adesso, era politicamente scorretta... 

mercoledì 9 settembre 2020

Ketchup e bla bla

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 Il mio negozio su Misshobby dove vendo le mie bennibags. In alto, l'ultima nata, la bennibag Vivì...

Questa mattina me ne sono rimasta a casa, a scrivere quello che un giorno vi racconterò e a prendermi quella parentesi di tempo vuoto, mentre la casa è addormentata e sul fornelletto borbotta la mia macchinetta del caffè, regalandomi l'incanto del mattino presto al gusto di vero cappuccino. Poi mi sono messa al computer e come facevo quando lavoravo ho fatto un giretto sui siti dei Gironali, anzi dei Giornaloni. Scorro le notizie e trasecolo per le assurde questioni che, secondo loro, dovrebbero interessarmi. Un bacio lesbo al Festival di Venezia (ma se io neppure so chi sono le due signorine in questione?), gli auguri alla figlia della Cucinotta (ma dai, interessantissimo!) e poi sempre il solito tam tam del terrore su una pandemia che mi ha visto soffrir più per le iniziative balorde prese da chi ci comanda che per la malattia stessa.  Infine la solita dose di violenza inoculata a destra e a manca, neri contro bianchi, bianchi contro neri. Stanca, passo e chiudo e penso che tutte queste parole, persino scritte così e così, non dicono nulla di vero e di importante e in niente ci avvicinano alla Verità che anzi si fa sempre più piccina e lontana, un isolina all'orizzonte...
Sorrido, pensando ai doni ricevuti e, con il terzo occhio ben aperto (che è quello del cuore) vi auguro uno stupendo giovedì, lontano dai giornali e dalle notizie condite in ketchup e bla bla. 

mercoledì 2 settembre 2020

Scrivendo e cucendo




 Mentre scorrono i primi giorni di questo settembre della rinascita nel respiro della dolce normalità, il mio amico Marco, toscano e maremmano, mi ha fatto dono di tutte le letture necessarie per diventar tutt'un tratto filosofa. Così, oltre alla biografia di Girolamo Savonarola, sarò tutta presa da San Tommaso, Sant'Agostino, Duns Scoto e altri già studiati (e dimenticati) a scuola. Da non filosofa ho scritto e potrete leggerlo qui https://www.informazionecattolica.it/2020/08/30/il-bue-muto-la-cui-dottrina-e-udita-in-tutto-il-mondo-il-dottore-angelico-san-tommaso-daquino/

un piccolo pezzo senza pretese sull'aquinate. Intanto, però, siccome anche le mani operose mie non si stancano di produrre le mie bennibags, ho deciso per vendere quelle che ho già pronte, cucite, lavate e stirate, di aprire un piccolo negozio su Misshobby e qui, di seguito trovate l'indirizzo se vorrete venire a snasare e vi aspetto!  https://www.misshobby.com/it/negozi/bebaboutique Per ora le bennibag in vetrina sono queste ma presto ne verranno altre. Il negozio si chiama be (benni) bags (ba) boutique. Ora corro a preparare la colazione a mio marito che, dalla cucina, mi chiama... E ho una sorpresa ancora che non rivelo!







martedì 1 settembre 2020

Anche no grazie e viva Savonarola

 


Siccome sono un poco stanca di aver gli occhi feriti dalle brutture che ci costringono a guardare, vorrei qui stilare una lista di "opere d'arte" che, per me, non lo sono affatto, consigliando ai loro autori, scultori soprattutto, a risciacquare i panni in Arno, ovverosia nella bellezza dell'antichità, quando Prassitele e Fidia, Michelangelo e Donatello inseguivano la perfezione dei corpi, nello stupore del mistero che viene da Lassù. E andiamo avanti, con lo spirito riacceso di Savonarola e il coraggio che viene da chi cammina in passo saldo, aggrappato all'ancora dell'Eternità. E mi vien male a pensare che, per la visita di non so quale persona, mi pare islamica, le statue magnifiche del museo del Campidoglio furono coperte dal burka, mentre le opere di cui scrivo sono lì, notte e giorno, a ferirci, impunite e spavalde, occhi, anima e cuore.

Comincerei dall'inquietante dito medio in bianco marmo che svetta davanti alla Borsa di Milano. Rido se mi rivedo a spiegare a mio figlio che quel gesto è tanto volgare e minaccioso che mai, e ripeto mai, si deve fare. E un giorno lui, già grandicello e milanese, mi mostrò la foto del dito grande in tutta la sua tracotanza che sembra dirci che là dentro, nella Borsa, non è che ci vada tanto bene...

Passo ora a una fontana che se ne sta a Vergato e che, leggo ora, è stata "vandalizzata". Ma, dico io all'amministrazione pubblica, timidamente, se non l'aveste fatta far così, con quel brutto ceffo peloso in erezione, sarebbe stato tanto meglio! Quella fontana, amici miei, è semplicemente brutta.  E finisco con la statua verde tristezza dedicata a Papa Giovanni Paolo II che, malinconica, siede alla Stazione Termini. Una specie di vela vuota con sopra una testa. Anche no grazie e preferisco i busti di Bernini... Sì, viva Savonarola.