Eh già la royals-mania
colpisce anche me, cresciuta – come è stato – a pane ed english. Piccina avevo
una piccola pubblicazione tutta dedicata alla casa delle bambole della Regina
Elisabetta, con arredi vittoriani, piccole stoviglie, poltroncine damascate, e
bambole un poco belle e un poco brutte come succede, in fondo, a tutte le
bambine del mondo. Anche alla Regina d’Inghilterra. Poi è arrivata Diana e ora
ci sono le due bellissime Kate e Meghan. Io, devo confessarlo, alla seconda
preferisco di gran lunga la prima che mi incanta per la sua semplicità.
Confesso, sì lo confesso, di averle mandato un biglietto di felicitazioni per
la nascita del terzogenito Louis. E lei mi ha risposto, bè non proprio lei,
mandandomi una cartolina del piccolo che tengo riposta tra le cose care.
E siccome ho atteso
anche io, trepidante, la nascita del primo figlio di Harry, lasciatemi
raccontare, a proposito del nome (Archie Harrison), quello che è accaduto – e che
in Italia, mi pare, non è arrivato – leggendo sui tabloid inglesi che amano più
che la notizia il colore che fa da cornicetta. Dovete sapere, dunque, che un
giorno il principino George era a spasso con Carol Middleton, sua nonna e mamma
di Kate. A un certo punto, passa una signora con un cagnolino e George, non
resistendo, prende ad accarezzarlo. Subito le guardie del corpo hanno messo in
guardia la dama del cagnolino: “Niente foto!”. E ci mancherebbe. Ma George era
in vena di chiacchierine. E così lui e lei hanno cominciato a parlare e, come è
come non è, la signora ha domandato al bimbo (pur sapendolo bene) come si
chiamava. E ora indovinato un poco come ha risposto il piccolo. Sì, avete indovinato, ha detto di chiamarsi… Archie! Rivelando così
il mistero ben prima che tutto accadesse, se solo avessimo orecchie per
intendere la verità dei bambini...

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