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venerdì 10 maggio 2019

Archie e George


Eh già la royals-mania colpisce anche me, cresciuta – come è stato – a pane ed english. Piccina avevo una piccola pubblicazione tutta dedicata alla casa delle bambole della Regina Elisabetta, con arredi vittoriani, piccole stoviglie, poltroncine damascate, e bambole un poco belle e un poco brutte come succede, in fondo, a tutte le bambine del mondo. Anche alla Regina d’Inghilterra. Poi è arrivata Diana e ora ci sono le due bellissime Kate e Meghan. Io, devo confessarlo, alla seconda preferisco di gran lunga la prima che mi incanta per la sua semplicità. Confesso, sì lo confesso, di averle mandato un biglietto di felicitazioni per la nascita del terzogenito Louis. E lei mi ha risposto, bè non proprio lei, mandandomi una cartolina del piccolo che tengo riposta tra le cose care.
E siccome ho atteso anche io, trepidante, la nascita del primo figlio di Harry, lasciatemi raccontare, a proposito del nome (Archie Harrison), quello che è accaduto – e che in Italia, mi pare, non è arrivato – leggendo sui tabloid inglesi che amano più che la notizia il colore che fa da cornicetta. Dovete sapere, dunque, che un giorno il principino George era a spasso con Carol Middleton, sua nonna e mamma di Kate. A un certo punto, passa una signora con un cagnolino e George, non resistendo, prende ad accarezzarlo. Subito le guardie del corpo hanno messo in guardia la dama del cagnolino: “Niente foto!”. E ci mancherebbe. Ma George era in vena di chiacchierine. E così lui e lei hanno cominciato a parlare e, come è come non è, la signora ha domandato al bimbo (pur sapendolo bene) come si chiamava. E ora indovinato un poco come ha risposto il piccolo. Sì, avete indovinato,  ha detto di chiamarsi… Archie! Rivelando così il mistero ben prima che tutto accadesse, se solo avessimo orecchie per intendere la verità dei bambini...

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