La sera poi, per grazia di Manuel, che porta un
nome a me molto e assai caro, ci ritroviamo, sotto i pini di Sant’Anna in una
spiaggia bianca di Budoni, alla santa messa per ricordare la nascita in cielo
(come dice, giustamente, don Chessa dall’altare) di San Pio di Petralcina.
Belle, quanto sono belle le donne sarde con i capelli d’argento, nelle loro
gonne nere a piegoline, avvolte negli scialli ricamati! Più in là, sul campo,
cuoce allo spiedo un vitello intero e l’odore si spande nella sera che scende a
coprire con la sua misericordia le tante pene degli umani. Poi, tutti a
mangiare la carne immolata e il formaggio pecorino. Prima, però, in danza,
passano le donne con gran cesti pieni di dolciumi: peschette rosse d’achermes,
oregliette coperte di miele, meringhe bianche con su una nevicata di palline
d’argento. E mai ho mangiato dolci così buoni, fatti, secondo me, nelle cucine
del paradiso per i santi del cielo…
Sorrido alla mia Sardegna che mi regala, prima
del sonno e della quiete, nel buio e nell’incanto, anche i passi di danza del suo passato antico, al
ritmo sardo di una fisarmonica…
