Avevo comperato, per un amico
grande e grosso per due, tutte le monete
della lira, di quando eravamo, lui e io, ancora bambini, nel boccio
inconsapevole dell’immensità. Erano monete che, nel loro fior di conio, raccontavano
tutta quanta, in gloria, pur nel loro umile piccino, la nostra storia. Nell’euro, via, diciamolo, non c'è un bel nulla. Sì, c'è la Mole Antonelliana, per carità, ma non basta, secondo me, un monumento per dire che
sono monete italiane… Come spiegarlo non so, ma, scusate se posso, nell’umile
aratro delle dieci lire, l’aratro con cui Romolo tracciò il boverium (che divenne
poi il pomerium), ovverosia il solco sacro oltre il quale viveva il sacro mondo (invisibile ma vivo) dello spirito, c’è condensata in umiltà suprema tutta la grande storia romana
che cominciò, sul cucuzzolo del Palatino, in tre capanne per due, e col ratto
delle sabine che vivevano nell’altro colle, il Quirinale, per scivolare giù nei
secoli e raggiungere, pensate un poco, Palmyra, nei deserti sconfinati della
Siria… Girando la moneta, ecco la spiga eterna: c’è, riassunto in uno stelo, tutta la
nostra grande cultura del seme, seme che muore custodito nella terra ammantata
di gelida neve per poi rinascere nella rosa primavera e biondeggiare al vento
nell’estate matura della grande Dea Vesta (è da lei che prende il nome la nostra
lunga estate calda). E nelle cento lire? C’era Atena, che veniva dalla Grecia, e
c’era il nostro caro ulivo d’argento, che allora come oggi regalava il suo oro
fuso ai mortali. In una monetina, tutto il mondo nostro. Trovai la stessa cosa
tale e quale visitando il medagliere di Vittorio Emanuele II in quel museo
grande e poco abitato che il Palazzo Massimo alle Terme. C’era una moneta
ateniese dell’età di Pericle. E sopra, in effigie, un delfino, il simbolo della
Grecia intera, a modo suo. E anche nostro perché lo ritrovo, tale e quale, nelle nostre cinque lire perché è nell'antica lotta tra "antiqui mores" e grecità il sugo della nostra storia. E nel delfino che è allegro e pieno di vita e che è
anche mammifero nel mare e forse utero e matrice, finisco questo veloce mio galoppare tra l’antico
profondo che in me respira e palpita ancora, nonostante la gelida modernità.
| Bennibag di velluto a coste, con giro di perline e girotondo fiorito Il 21 e il 22 novembre sarò con tutte le mie bennibags al mercatino degli artisti di Eataly, alla Stazione Ostiense. |
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