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| Io, questa mini bennibag (che ho cucito dopo giorni di titubanza), l'ho voluta di fiori e foglie, nei ghirigori che sono sorriso al cuore e alla mia anima |
Del Papa, di Francesco
I (un nome che mi par da re di Francia…), scrivo poco e malvolentieri perché mi
piace tener per me, nell’obbedienza, il mio pensiero e poco mi va di condividerlo come si fa oggi, con
tutto quanto si vive, in leggerezza – secondo me – assai vana. Non sul
Pontefice, dunque, scrivo, ma due cose due le vorrei dire su un libro – “Il Signore
del mondo” - che a Papa Bergoglio (ma anche a Benedetto XVI) piace molto e che
ha consigliato ai giornalisti, in volo, di ritorno dalle Filippine. E così, per
obbedienza, me lo sono scaricato dal Project
Gutenberg e, nelle poche ore libere che conto nell’agenda, eccomi stesa di
lungo sul letto a perdermi nel mondo che verrà, immaginato da Monsignor Robert
Hugh Benson, dove la Massoneria ha vinto e stravinto in Occidente, facendo dell’uomo
un Dio e bandendo il Signore e i suoi rappresentanti in terra dal mondo, prima a Roma (che verrà distrutta) e poi a
Nazareth, dove, nelle ultime pagine, si consumerà un misterioso Armageddon, tra
l’ultimo Papa (Silvestro III, come San Silvestro si festeggia l'ultimo dell'anno) e l’antagonista Julian Felsenburgh (Giuliano, l’apostata…).
Bello è che i due si somigliano, proprio come gemelli sono San Michele
Arcangelo e l’altro, il caduto, Lucifero…
Vabbè, insomma, se vi
va, il libro è bello e par di leggere, nello stile vivido, veloce, elegante, un
classico del genere, cioè “1984” di George Orwell che tutti conoscono e hanno
letto, mentre quest’altro, che deve aver ispirato persino il nostro George,
nessuno l’ha sentito – o quasi – nominare. Io l’ho letto e ora tocca a voi.
Servirà per capire dove stiamo andando, dove conduce la strada gelata dell’umanitarismo che tutto pensa di sapere in superba prosopopea,
ma anche (e confesso che per me è stato il lato sud...) per prendere istruzioni spirituali da Benson, il quale sa bene qual è la strada che conduce nella nube della non conoscenza, in cima alla scala d'oro...
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