A diciannove anni o giù
di lì, non so come né perché, cominciai ad accarezzare l’idea di diventare, da
grande, una scrittrice. Era tanto grande
e forte in me il bisogno di veder la verità dietro al palcoscenico del mondo,
che, senza saperlo, presi a picchiare a un uscio sacro il quale doveva aprirsi,
in grazia divina, molti e molti anni più tardi, nel mio sbalordimento e nella
mia paura. Intanto scrivevo e in quelle storie mie (che conservo ancora in
tante cartelle colorate), tentavo di trovare il sentiero della verità nascosto
tra i rovi delle menzogne del mondo, cercavo di squadrare l'esterno che mi
pareva, dal di fuori, tutto annodato in ghirigori e pieno di trappole e velato.
Pur
scrivendo nel sacro fuoco già acceso (io inconsapevole), cercavo tuttavia, in contraddizione tutta umana, un posto nel
mondo e così, via, da un giornale all’altro, per guadagnarmi quel briciolo d’indipendenza
che mi serviva poi per chiudermi in casa a batter sui tasti della mia Olympia
bianca…
Ma torniamo a me di diciannove anni, sugli
stivali del gatto di Carabas. Due balzi, anzi tre ed eccomi ad Ascoli Piceno,
una città di ricami di marmo e bianca come un’anima purificata, una città di
grazia, circondata da verdi colline, che mi è rimasta nell’anima anche perché lì, in una libreria Feltrinelli
(mi par di ricordare) per la prima volta, grazie a un premio letterario della
Provincia, vinsi i primi soldi che non eran mercenari, guadagnati cioè
scrivendo per un giornale, per un ufficio stampa, che ne so, per un onorevole.
Il racconto s’intitolava (e s’intitola) “Finalmente libera” e io sola so perché
l’ho scritto e a chi va, oggi pure, il mio pensiero se lo rileggo. Ebbi l’assegno
(che conservo in fotocopia come una reliquia) ed ebbi, ancora ne sento il
profumo, un mazzo di fiori tanto grande che bisognava inventarsi una terza mano
per portarlo a casa. Ebbi il denaro, i fiori, anche applausi, ma non mi piacque
punto. Molto di più mi piacquero . e come lo ricordo! - le olive ascolane in un
cartoccio che mangiai sola soletta, le dita unte di delizia, alla sera prima di tornarmene in albergo.
Finalmente libera...

Nessun commento:
Posta un commento