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| Chiamo queste due bennibags "cinesi" perché sono state comperate da una cara amica cinese che saluto da qui |
Al numero 34 della Via
Gregoriana in Campo Marzio, voluta da Papa Gregorio XIII per far salire i
romani fino alla Trinità dei Monti e anche, vivaddio, al Pincio, ieri e per
tutto il giorno, sono ritornata, con gioia, come a scuola per imparare che cosa
sono i social network (io che li mastico a fatica) e come fotografar meglio le
mie bennibags (io che a ogni scatto sudo freddo e mi sento come un elefante in una boutique),
per conoscere il bel mag online Cosebelle e per scambiare qualche idea con
altri (quasi tutte altre) che, come me, amano cucire, far figurette in Fimo,
lavorare a maglia o all’uncinetto, realizzar gioielli e mille altre artigianalità
che non sto qui a elencare. Dunque, eccomi lì, in veste di “signora bennibags” all'incontro che non a caso di chiama “A little meeting”, organizzato (con brio e professionalità da Cristina e dalle sue ragazze in fiore) dal bel sito internet http://www.alittlemarket.it/landing.html (dove
ho aperto il mio negozietto online); eccomi lì, una tra tante, a prendere appunti dai
relatori, tutti giovanissimi, e in grande sprint, luci dell’alba della
rinascenza in questa Roma un poco cupa, nonostante il bel sole mattiniero, una Roma amata, ma ancora
sgomenta per i tanti scandali che deve subire. Mi illumina il fotografo
Francesco Ormando, che ci ha insegnato come la fotografia (che, come si sa, è
parola greca) è disegno della luce e più luce c’è, prima si scatta, dopo aver
bilanciato il bianco per evitare che tutto sia arancione. Mi illumina, dicevo,
quando dice che una foto racconta una storia. Eh già, ha ragione lui, e mica
servono, come pensavo io, solo le parole… Una storia la racconta anche Enrica Crivello,
social media manager, deliziosa nella sua grazia tutta femminile: la storia di
una signora bennibag xyz che deve imparare a usare Facebook e Instagram per vendere le
borsette sue nel mare magnum del web. Ora, tornata a casa, mi pare il tempo
della mietitura. Non so bene che cosa ne verrà, ma un grazie lo spendo perché
ieri, se non altro, mi pareva di essere tornata al Mater Dei e saluto, da qui, tutte le creative presenti che, a modo loro e senza saperlo, sono state, nel sorriso ironico del
dopopranzo, quel che erano a suo tempo, per me, Francesca, Lydia, Valeria, nel
mio tempo perduto, al Mater Dei in Piazza di Spagna, a un tiro di sasso da Via
Gregoriana…

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