Vado, dunque, sovente, passeggiando tra i Monti e l'Esquilino, nel respiro del mio cosmo rotondo. A volte, scendo poi verso il centro e cammino a passi di fuoco acceso lungo la Via Nazionale a cercare, mettiamo, i pantaloni per chi mi è caro o un pensierino per un bimbo che ora, nel canto del suo arcangelo, compie un anno appena. Vado, dunque, e d'un tratto, sono lì che tento di attraversar la strada all'altezza di Palazzo Koch che è, in forma e dimensioni di fortezza, la Banca d'Italia, e metto un passo sulle strisce e lo ritiro perché macchine e motorini filan lisci e sembran non vedermi punto, Provo, riprovo. Nulla. D'un tratto, dall'alto della strada piemontese, altezza San Vitale, ecco venir tre automobili dai vetri bruniti, in corsa matta, con tanti motociclisti fischiettanti al seguito. Mi fermo, mi impenno, torno sui miei passi e mentre quelli passano rombando nel fischio dell'allarme, gli inquilini di un palmizio di fronte a Bamnkitalia (che sono due pappagallini brasiliani, verdi come verdi sono i miei pensieri) prendono a gracchiar forte, anche loro in allarme, come stipendiati dalla polizia, e gridano forte i due uccelletti, a petto pazzo, perché passa il mondo importante nelle macchine brunite. Fischiano i poliziotti, rispondono i pappagalli. Il corteo di macchine con gli occhiali da sole è già su Magnanapoli. Tacciono i pappagallini stracchi e io finalmente posso attraversare...
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| bennibag con fatina bionda |

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