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| Particolare di bennibag, doami sarò al mercatino del Pigneto tutto il giorno... |
Sarà che erano le sei e
c’era tanta, troppa luce; sarà che al primo minuto, sul campo, gli azzurri mi sono
sembrati senza sale e pepe e mi pareva di vederli fare ammuina, passandosi di dietro il
pallone in diagonali e angolazioni buone per farci un mandala, ma non per segnare un goal; sarà che al
secondo tempo, verso la fine, poco mancava che mi addormentassi, sarà per questo
e per altre ragioni ma io le notte magiche inseguendo un gol non le sento più,
nemmeno tutt’intorno e sarebbe forse ora di ricominciare ad essere italiani,
amando per davvero questo nostro piccolo Stivale (che così tanto e troppo ha
dato al mondo ingrato…), senza dipingersi faccia e corpo in tricolore quando
giocano i vari Pirlo e Balotelli e altri che portano nomi assurdi per dei
calciatori. Non è per fare la morale, o forse sì, ma per me Buffon e Marchisio
sono nomi che vanno e andranno, nel vento del futuro, mentre restano, per
sempre, nel fuoco eterno del genio, i nomi di Raffaello e di Tiziano e di
Sebastiano del Piombo e di tutti i grandi artisti di cui parla in un librino
blu della Sellerio che si intitola “Il mestiere dell’artista”, Claudio
Strinati. Io lo leggo, a sera, quando chiuse sono le cascate delle cure
quotidiane, quando chiuso è anche il ristorante per capinere e pettirossi che,
di giorno, apre sul balconcino della mia finestra…
Lo leggo, dicevo, e
penso a quanto bello doveva essere, in quei tempi, vedere ancora viva la Roma
dei Cesari nei marmi lustri di templi e sacelli. Lo leggo, nella gioia, di
trovare nel passato, guardando dal buco della serratura, i grandi artisti (anche quelli del cui nome si è perduta la memoria) rincorrere e
cercare la verità squadrata nell’armonia eterna che sempre, noi ignari, ci
circonda in un abbraccio forte. Lo leggo, mentre chi so io, piccolo nel cuore e
grande tanto dentro e fuori, mi racconta di quando, nel 1982, lungo la via
Bafile di Jesolo vide, allora sì ragazzino, nell’incanto di quella notte magica
davvero, sfilare tutto quanto possente tra la gente un grande elefante blu, l’azzurro
degli azzurri nella primavera della modernità… Buon compleanno!

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