Mi inchino davanti a tanta serietà in un mondo, il nostro, che non sembra più aver bisogno del Carnevale, tanto lo pratica da mane a sera, giorno e notte, sempre. Mi inchino e intanto in testa ecco accorrere una folla di nomi di uomini che, scesi dalle Alpi, han fatto l'unità d'Italia. Frugo tra De Pretis, il trasformista, e De Rudini, ma nulla. Nulla di vento. E dire che io, di libri, ne ho letti a scialare e ho fatto anche studi discreti, anche se non "normali", per non dir niente del fatto che, da giornalista, ero io a scodinzolare tra centenari, premi e altre ricorrenze culturali e politiche. Ma nulla. E mentre io m'affanno a metter sull'attenti i miei pensieri, i piccioni, per niente rispettosi di cotanto professorume, svolazzano sul naso della statua e sul cucuzzolo del cranio. Io, con la mano alzata a spazzolare l'aria, faccio sciò, sciò, perché, insomma, un poco di buona educazione bisogna pure insegnarla, anche ai piccioni! Ma quelli, niente, e uno di loro, pipsquik, fa anche un bello sghitto sul naso del povero Federico! Insomma, che roba! Mi arrendo, lascio il campo, avete vinto voi. Saluto il mio professore e penso, tra me e me, e sottovoce, che è molto meglio diventare un aggettivo - che ne so, felliniano o nicciano o manzoniano o chi vi pare a voi - ed essere masticati e vivi da Fabio, Giorgio, Maria o chi per loro che diventare una statua a una memoria che nessuno conserva più...
lunedì 27 febbraio 2012
Piccola riflessione nel verde di via Arenula
Mi inchino davanti a tanta serietà in un mondo, il nostro, che non sembra più aver bisogno del Carnevale, tanto lo pratica da mane a sera, giorno e notte, sempre. Mi inchino e intanto in testa ecco accorrere una folla di nomi di uomini che, scesi dalle Alpi, han fatto l'unità d'Italia. Frugo tra De Pretis, il trasformista, e De Rudini, ma nulla. Nulla di vento. E dire che io, di libri, ne ho letti a scialare e ho fatto anche studi discreti, anche se non "normali", per non dir niente del fatto che, da giornalista, ero io a scodinzolare tra centenari, premi e altre ricorrenze culturali e politiche. Ma nulla. E mentre io m'affanno a metter sull'attenti i miei pensieri, i piccioni, per niente rispettosi di cotanto professorume, svolazzano sul naso della statua e sul cucuzzolo del cranio. Io, con la mano alzata a spazzolare l'aria, faccio sciò, sciò, perché, insomma, un poco di buona educazione bisogna pure insegnarla, anche ai piccioni! Ma quelli, niente, e uno di loro, pipsquik, fa anche un bello sghitto sul naso del povero Federico! Insomma, che roba! Mi arrendo, lascio il campo, avete vinto voi. Saluto il mio professore e penso, tra me e me, e sottovoce, che è molto meglio diventare un aggettivo - che ne so, felliniano o nicciano o manzoniano o chi vi pare a voi - ed essere masticati e vivi da Fabio, Giorgio, Maria o chi per loro che diventare una statua a una memoria che nessuno conserva più...
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