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venerdì 4 marzo 2022

In fermo andare

 Respirando nel mattino presto, sotto un cielo turchino lucente come quello che fu testimone del Grande Mistero di Betlemme, montata sul 117, eccomi diretta al Laterano (dopo la messa delle 7,15) per salir la Scala Santa, una devozione che amo molto e tanti come me, visto che, mentre ginocchioni, salgo, sento dalle vibrazioni sul santo legno che sono in buona compagnia. Tutt'intorno gli affreschi bellissimi che raccontano anche storie da paura della Bibbia e c'è un grosso e spaventoso pesce con le scaglie d'argento che ingoia Giona e la scena del diluvio, con l'arca in lontananza, mostra un cagnolino che cerca di toccar la riva, mentre un bimbo si aggrappa al padre che intanto sale su un'isoletta. Perfetto: è il primo venerdì del mese, ma la Scala Santa apre solamente alle nove, così me ne vado un poco a Via Sannio, il mercatino che amavo quando ero ragazzina e dove cercavo (e trovavo) le camicie americane con i bottoncini che ora, in modo chic, si chiamano "botton down".

Lì, diretta al banco di una gentile signora dagli occhi azzurri che vende pezze belle per le mie bennibags. Ed ecco qui sotto i miei acquisti. Mi piace tanto il rosa caramella e tutte le  margherite in girotondo di questo tessuto (che è tovaglia) e simpatico è il saltellare delle pecorelle su sfondo verde prato della pezza, che si intravede un poco sotto. Contenta del bottino (rimborsato subito dalla vendita, fatta dall'amica Luana, oggi, di una bella bennibag) volo al mio destino. Pregando, in devozione. Poi da chi so io per risolvere i busillis e i nodi della quotidianità. Infine a casa a preparare il pranzo nella grazia rotonda che mi conduce, il cuore squillante il grazie al Signore. Sempre. In fermo andare.



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