Per andar da un certo mio consulente, diciamo una volta ogni sei mesi, prendo la metropolitana A fino a Ottaviano e da là, a passi svelti, in due spiccioli di minuti sono, mascherina in faccia, davanti a Cristiano. In un fiat l'abboccamento nostro è concluso in gloria e ognuno sui propri passi fino alla prossima. Ora, libera, eccomi a vagare tra i banchi del Mercato Trionfale, che, se siete romani e ancora non lo conoscete, vi invito a visitare. Prosciutto tagliato al coltello, mozzarelle di bufala (quelle del Casaro ve le consiglio proprio...) buone più di quelle che ho comperate a Cassino, funghi porcini che spandono il loro profumo fin nel banco successivo. E poi pane croccante, ramazze e stracci, frutta a tutti i prezzi e sempre ottima: uva pizzutella, arance a 1 euro e 50 al chilo, pomodori a grappoli con una puntina al fondo che li fa rassomigliare a tante pantofoline rosse di emiri..
E poi, dulcis in fundo, c'è un bel banco di stoffe, con tanti cotoni colorati, anche natalizi, a 8 euro al metro e poi anche stoffe invernali, in rotoli, che fanno da scenario al burbero proprietario del banco, chino sul suo cellulare, che ha voglia di parlare con me come un bambino con l'uomo nero. Non posso comperare nulla perché, nel mio negozino di Misshobby, ho venduto una borsetta appena e non mi sono ancora rifatta dei soldi spesi per aprirlo sicché con il magone tiro diritto e mi perdo nell'arancio acceso dei bottoncini a forma di cuore, caramella, leoncino, sole, di un bel banco dove vendono montagne di lana colorata e appunto i bottoni bellini che avevo trovato soltanto a Monaco di Baviera. Presto, via, avanti, è ora di tornare a casa e con una riverenza saluto tutti quanti, levandomi per l'occasione la mascherina...

Nessun commento:
Posta un commento