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mercoledì 9 ottobre 2019

Italia mia


Guardo poco o nulla la televisione per motivi che sarebbero tanti da elencare e anche un poco tediosi sicché, liberi tutti. Guardo, dunque, poco la televisione, ma a volte, quando la sera cade e il giorno smuore nella lontananza, con il suo dolce carico di gioie, mi piace sedere di fronte alla tv per “Little big Italy” che racconta la cucina italiana in giro per il mondo. Il conduttore, Francesco Panella, è certo il proprietario (tra le tante) di una panetteria all’Esquilino dove a volte vado ed è una festa per occhi, bocca e naso. Ma avanti. Mi piace, dunque, andare a Lima, a Buenos Aires a New York a vedere che cosa combinano dall’altra parte del mondo con i nostri semplici ingredienti che fan la gola dell’universalità. E anche se non guardo mai il programma fino in fondo né so chi vince e chi no, imparo cose che non sapevo e forse neanche voi.
Ho scoperto ad esempio che i peruviani vanno ghiotti per il panettone e che lo mangiano l’anno intero, producendolo oramai in Perù, copiando noi piccoli così al confine dell’Oceano. Ho scoperto che in Canadà, gli italiani, che tengono caldo il cuore tra le colline  loro tricolori, si sono inventati una eolingua che mischia italiano e inglese in allegra armonia. Il pane dunque diventa breddo, il furgone il trocco e il cortile il backiardo e così via in festosa invenzione che poi è il modo stesso in cui, per esempio, dal latino si sono formate le lingue neolatine, e tra queste il nostro caro italiano. Così, ringrazio Francesco Panella che mi porta in giro per il mondo, stando seduta su mio sofà, a vedere come l’Italia, che è il più bel Paese del mondo, nonostante la crisi e tuto quanto, continua a dar cuore, anima e pane…

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