Tremula la nebbia pare stendere un lenzuolo di seta sui tetti delle case che dormono nel quieto dopopranzo del Natale. Io, come sempre lontana da casa mia e dalla famiglia mia - che poco o nulla è famiglia oramai - me ne sto qui a Padova e contando a ritroso mi accorgo, con sgomento, che sono oramai più di vent'anni che mi ritrovo qui, come parte di qualcosa che nel profondo non mi appartiene, che spendo qui le ore e i giorni nel pensiero che sempre mi accompagna di fiamma, nascosto nel cuore. Tenendolo nascosto, in guardia, evvia.
E quando sono qui mi mancano le mie piccole, discrete quotidianità, il mio armadio ordinato oppure no, il caffè della mattina presto quando il cielo è ancora scuro e la cortina del giorno ancora non si è alzata e il sole non si vede ancora dalla finestra della mia bella cucina; mi manca la mia corsa verso Santa Caterina quando tutti ancora dormono e io no, mi manca la mia macchina da cucire e il sogno tra le dita che nutro ancora nonostante tutte le avversità. Mi manca il mio bagno caldo con la spuma profumata e il talco poi, al sapore di rosa... Sia come sia, sono qui e qui a Padova faccio quel che posso per ritrovarmi. E da qui, da queste pagine senza pagine che non hanno né un dove né un quando e sono nebbia anche loro, a modo loro, mando a tutti i miei pochi lettori il mio augurio di Buon Natale che è buona Rinascita nel Mistero che si rinnova, sotto le stelle di un cielo silente che tutto abbraccia nel suo nascosto amore: Buon Natale

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