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giovedì 29 novembre 2018

La fretta è cattiva consigliera

Respirando la pace

Come nei bei tempi dorati di quando avevo il mio bambino piccolo, eccomi di gamba svelta (che quella, a Dio piacendo lo è ancora), scendere giù per la scalinata di Magnanappoli, respingere gli attacchi dei venditori di braccialettini che sono appostati ai piedi dei gradini e percorrere, in un balzo, le Botteghe Oscure diretta alla Biblioteca Centrale ragazzi dove ero solita recarmi spesso a prendere e a riportare i tanti libri letti, amati e digeriti dal figlioletto. Passo, davanti alla bella chiesa di San Carlo, che mi guarda pensoso da lassù nel suo bel medaglione trinitario, e butto un occhio a una bancarella di cappellini deliziosi dove la venditrice, seduta su una sediola, si sta amabilmente truccando, baciata da sole e proseguo fino alla meta. Che raggiungo col sole alto, all’apertura. Cercando come cerco un libro per piccini, mi accorgo, con un sospiro, che la bottega dei piccoli è chiusa al lunedì. Così, salgo le strette scale e per fortuna mi accoglie il volto sorridente di Lionella che conosco perché mi conosceva in quei tempi lì di cui ho scritto sopra e lei si offre volontaria per cercare il librino dei desideri.
Si tuffa per le scale e io riconoscente aspetto. C’è però in un angolo buio di rancore un certo signore che, sbuffando per l’attesa, rivendica il suo diritto ad essere ascoltato. Evvia, dove sono i suoi libri ordinati con l’interbibliotecario? “Mi dispiace… è colpa mia…”, mi scuso. E lui, senza degnarmi di un’occhiata, dichiara: “Ebbene fatela risalire la bibliotecaria!”. Intende Lionella, che viene chiamata all’interfono. Pochi minuti ed è già su. Il tipo, rabbiato ancora, dice: “Ho avuto una sospensione per il tal giorno e…” In sospensione, conclude Lionella: “E i suoi libri sono arrivati qui e, durante la sospensione, se ne sono tornati a casa loro”: Sì, ho sempre pensato che, andando in biblioteca, bisogna metter fretta e fregole in naftalina e che la fretta, comunque, è cattiva consigliera…

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