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martedì 25 settembre 2018

Pellegrinaggio del cuore

Mentre piano il sole scendeva all'orizzonte, tuffandosi, visto dal fondo di Via Nazionale, nei fori imperiali, io me ne andavo, sola soletta, con le ali di Mercurio ai piedi a far dei sopralluoghi in Via Rasella per certi casi miei che terrò (almeno per adesso) cuciti al cuore, ma che un giorno saranno rivelati. Ero lì, dunque, nel nastro d'argento della strada fortissimamente voluta dai Savoia per dare lustro a Roma che, invece, sonnecchiava nelle verzure della Villa Ludovisi, quando d'un tratto mi sovviene che proprio quelli, negli anni passati, sono stati i miei pellegrinaggi del cuore. Così, con la mia bella bennibag sulla spalla destra, eccomi nel giardinetto di Sant'Andrea dove chi mi è troppo caro al cuore (tanto da soffocare) giocava alla fontanella, negli schizzi allegri dell'infanzia, in uno sbrodolare d'acqua e di risate.
 Dopo, all'Ibs, eccomi poi affacciata alla ringhiera a spiare dall'alto i genitori e i figli indaffarati ancora a comperare i libri di scuola. File, oramai a fine settembre, non ce n'erano più e solo qualche ritardatario era lì a comperare. Ma la memoria accesa mi ha riportato indietro d'anni e di cure e mentre sono lì, sovrappensiero, ricordando i pesi nelle buste di tela gialla, una signora mi si avvicina e mostrandomi un libro tra i tantissimi che sono lì a disposizione, mi fa: "Lo ha letto? Come va a finire?". Non faccio in tempo a rispondere perché un vocione di ragazzo da dietro la spalla fa: "L'assassino è il maggiordomo". E mentre un punto interrogativo si disegna sul viso della mia interlocutrice io torno sui miei passi, verso casa, allegra, dopo il pellegrinaggio del cuore... 

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