![]() |
| L'immagine, bellissima, è della fotografa Carla Del Ciotto |
C’era, all’Istituto
Mater Dei, in piazza di Spagna, quel delizioso senso dell’ordine, quell’amor di
pulito, che è il cuore stesso del vivere felici. C’era, al mattino appena sveglio,
con noialtre in divisa e con il basco in testa, il Rosario quotidiano, che
squillava allegro, nei suoi misteri (anche i dolorosi) in viva voce e composita
in note argentine di fanciulle in fiore, nella piccola cappella del Buon
Pastore dove sono capitata, una mattina di qualche tempo fa, e con la nostalgia
a bussarmi all’uscio dell’anima…
C’era, alla fine del
Rosario, il rito della genuflessione, cui presiedeva con solerzia e santa
serietà, Sister Francis Borgia. Oh, sister Francis! Piccola da metterla in
tasca, con due occhi di pepe e nocciola e tanto sale in zucca quanto non ne hanno, messi
insieme, certi Azzeccagarbugli di oggi e anche di ieri! Sister Francis ci
comandava al battere delle nocche sue sul banco sotto l’altare. Toc, e noi
tutte giù, il ginocchio nudo (ché allora nessuna di noi portava i collant) a
batter contro il marmo, e giù tutta una fila di code e trecce e mezze code e
chignon con sul cucuzzolo il bel basco blu che, all’interno, custodiva la sua bella
fodera amaranto. Toc, e tutte in piedi e vi, a razzo, a salire le scale di conchiglia che portavano alle aule, in piroetta, sotto il cielo... C’era, al primo venerdì del mese, la messa in inglese che mi
ha lasciato in eredità tutte le preghiere nella lingua dell’isola di
Elisabetta.
C’era la sister direttrice,
Sister Karlin, bella e altera come una regina, gli occhi, come uncini, a tener
sulla riga l’istituto e a dargli quel tono lì, in bianco immacolato e in azzurro
cielo, che lo riempiva di tutte noi, figliole di quei tempi lì ordinati. C'era e
a un certo punto non ci fu più. E non so bene che cosa accadde. So che arrivò
un’altra sister direttrice, tanto scialba e anonima che il nome mi sfugge, buona sì, con gli occhi come di tenera agnella, e fece franare le regole e sbriciolare l'ordine profumato di lavanda. Cominciò col
consentire a noi di tradire la divisa di gonna e camicetta, indossando i pantaloni. Fu
così che iniziò il precipite declino. Fu per un paio di pantaloni. E ora che al
posto dell’Istituto Mater Dei, tutto quanto irlandese, c’è una sede de British
Council nel palazzo color ocra e sole di Piazza di Spagna a me si stringe il
cuore ogni volta che ci passo davanti, ma per grazia divina, il sorriso mi torna
quando, come facevo allora, percorro in corsa allegra, il serpentello ombroso
di San Sebastinello...

Nessun commento:
Posta un commento