| Piccola |
Con i sogni della notte
ancora in tasca, nel mattino presto quando Roma si sveglia pensando di essere
ancora Caput mundi, io me ne vado in giro a far commissioni e fuori e dentro le
chiese mie dove mi perdo in orazione. Oggi, per esempio, ero, con il sole
ancora basso a picchiare all’uscio del mattino, a San Giovanni in Laterano, la
Regina Ecclesiarum. Ho scelto San Giovanni, ispirata, lo so, dal bel programma sulla Roma del Giubileo del professor Paolucci che, con la mirabilia di Raiplay, mi sono goduta, ieri sera,
tutto intero, amando come si può, alla distanza, il professore che era
direttore dei Musei Vaticani e che, nell’umiltà sua potente, mi pare tanto
vicino al Signore…
La madre di tutte le
Chiese romane, voluta da Costantino, costruita sugli orti della potente
famiglia del Laterani, era ed è uno splendore. Entrando, nel saluto alato dei
cherubini borrominiani, a me par già di toccare il cielo con un dito e giro, nel
vuoto sacro, nel silenzio santo, tutta quanta in me, nelle virtù che inseguo e
che sono patrimonio della Legge eterna. Cammino e penso, dolente, alla Roma che
ho visto nell’andare, una Roma nel caos, perduta nella disaffezione e nel
disincanto. E non c’è Raggi che tenga, soltanto nell’ordine è la vita, la luce
del bene. Nel caos, si perdono dignità e speranza e non si è più Caput Mundi…
Ma vabbè, mentre me ne
vado a far le commissioni mie, ripenso in gioia, a un incontro buffo avuto poco
prima all’imbocco di Via Leonina. Vedo due pimpanti runners di bell’aspetto e
in uno riconosco, poiché per caso ho seguito un'intervista su Raitre, il nuovo
amministratore delegato dell’Atac, di cui ignoro il nome ma conosco il volto.
Per sicurezza attendo che mi superino. Lui parla con l’amico… in veneto. Sì, è
proprio lui, sorrido, brindo al buon gusto dell’ora mattutina e gli auguro buon
lavoro perché davvero ne ha bisogno!
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