Immaginate
un teatro rosso porpora e d’oro, un gran lampadario di cristallo di rocca che ci
pende sul capo come a capo mondo, un palcoscenico a un tiro di naso, il buio in
sala, la testa, laggiù, del maestro d’orchestra nascosto il corpo nella buca
dell’orchestra. ed eccovi, insieme a me, al Teatro della Scala alla prima della
Madama Butterfly. Io, con mio marito, sono al posto tal de tali, porto un
vestitino nero e in mano la benniposh con le rose rosse in velluto
cangianteche è qui sopra ora e siedo nell’attesa che
Pinkerton compia il tradimento e spero, spero fino all’ultimo, che il finale,
come per incanto muti e che la piccola Butterfly possa amare ed essere riamata… E invece, nulla, ohimè, e rosso è il petto della Butterfly, come quello dei teneri pettirossi (da lei evocati nell'attesa del traditore) che fanno la nidiata tre volte all'anno.... Quel bianco di morte nelle vesti candide delle fanciulle in
fiore e il rosso nella cintura, rosso sangue e fino a poco prima era una primavera di petali rosa di fiori. E dire che nel racconto originale, quello di un americano, il quale ispirò Puccini, a salvar la madre ci pensò il bambino e, al ritorno, Pinkertone e la sua moglie bionda trovano la casa della Madam Butterfly deserta di vita, in una vita altrove...
venerdì 9 dicembre 2016
La mia Butterfly
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento